Una scossa senza precedenti attraversa il calcio italiano e la finanza sportiva europea. Tether, il colosso globale delle criptovalute e degli stablecoin, ha presentato a Exor un’offerta vincolante, interamente in contanti, per l’acquisizione del controllo della Juventus Football Club. Sul piatto, oltre al prezzo per il 65,4% detenuto dalla holding della famiglia Agnelli-Elkann, c’è un impegno che fa rumore: un miliardo di euro di investimenti per sostenere e sviluppare il club bianconero nel lungo periodo.
La proposta, formalizzata nelle ultime ore, prevede l’acquisto dell’intera partecipazione di Exor e, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni regolamentari, il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni rimanenti allo stesso prezzo, interamente finanziata con capitale proprio. Un’operazione strutturata, ambiziosa, che segnerebbe l’ingresso definitivo del mondo crypto ai vertici del grande calcio europeo.
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A dare il volto e la voce all’operazione è Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, che lega l’offerta anche a una dimensione personale: “Per me la Juventus è sempre stata parte della mia vita. Crescendo con questa squadra ho imparato il significato di impegno, resilienza e responsabilità. La Juve è un simbolo di eccellenza italiana con una presenza autenticamente globale”.
Secondo Tether, il club bianconero non è solo una società sportiva, ma un’istituzione capace di incarnare valori – disciplina, ambizione, continuità – che rispecchiano la filosofia del gruppo. Da qui l’impegno a garantire capitale stabile, una visione industriale di lungo periodo e il sostegno alle prestazioni sportive ai massimi livelli, in un contesto mediatico e competitivo in rapida trasformazione.
Ma il colpo di scena arriva a stretto giro. Da ambienti vicini a Exor filtra una risposta netta:
la Juventus non è in vendita. La holding, azionista di maggioranza, non avrebbe alcuna intenzione di cedere la propria quota, né a Tether né ad altri soggetti, raffreddando – almeno per ora – l’ipotesi di un cambio di controllo.
Resta però il segnale: l’offerta esiste, è vincolante, ed è accompagnata da risorse imponenti. In un calcio sempre più affamato di capitali e visione globale, la mossa di Tether apre uno scenario nuovo e potenzialmente dirompente. Anche se Exor dice no, la partita sul futuro della Juventus sembra appena iniziata.
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