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Sinner supera Medvedev: a caccia di un torneo che in azzurro manca da 50 anni

Jannik come suo solito parte a valanga, dopo 32 minuti di gioco va a sedersi sul 6-2. Il tempo non promette bene, ma sembra tenere. Si riparte e nel secondo set l'azzurro è meno concentrato del solito, infatti lo spunta il russo per 7-5. Nel terzo la pioggia diventa fitta, la partita è rimandata. Dopo una lunga notte di attesa, Sinner al centrale è stato impeccabile nella ripartenza, chiudendo il match con due turni di servizio dominati con grande autorità

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Dopo che l’Atp aveva comunicato il rinvio del match, oggi Jannik Sinner ha battuto Medvedev con il punteggio di 6-2, 5-7, 6-4 e ha centrato il 33° successo di fila in un Master 1000,ma soprattutto anche l’ultimo atto di un torneo che un italiano non vince da 50 anni, ovvero dal 1976 con Adriano Panatta. Il sogno Jannik lo aveva sfiorato l’anno scorso contro Alcaraz a Roma, ma questa volta l’altoatesino non può sbagliare, affronterà il norvegese Ruud,vincitore in semifinale contro Darderi.

Un match apparentemente in discesa, ma che nascondeva delle insidie

Una partita che sembrava destinata a durare secondo la media del periodo, non più di un’ora e mezza, soprattutto dopo che Jannik era entrato in campo con un obbiettivo chiaro, sbrigare subito la pratica e andare a riposo il prima possibile. Il primo set era andato in questa direzione,Sinner, come suo solito, è venuto giù a valanga. Break in apertura, 2-0 in otto minuti, 3-0 in 10, avanti di un doppio break. Medvedev rimane un po’ frastornato e va a sedersi all’angolo, ma nel primo set non c’è stata storia, perché Sinner dopo 32 minuti di gioco va a sedersi sul 6-2. 

Il tempo non promette bene, ma sembra tenere. Si riparte e nel secondo set Jannik è meno concentrato del solito, e addirittura concede un break, il secondo del torneo.Medvedev è sugli scudi e Sinner perde la bussola: dopo i tre game si trova sotto 3-0 e va a sedersi imbronciato e preoccupato al cambio campo.Nel 5° game il russo lo costringe a uno scambio lunghissimo.

Poi subentra la paura del Centrale e la stanchezza per l’azzurro, chesi dirige nell’angolo del campo più nascosto, accanto alle telecamere e vomita. Nonostante le evidenti difficoltà, riesce a tornare in pari, 3-2 e servizio, poi 3-3. Nel cambio campo sul 4-3 diventa chiaro che qualcosa non va, dopo le evidenti smorfie di sofferenza. Sul 6-5 per il russo, Jannik finisce sotto 0-30 e annulla un set point, ma un rovescio in rete concede un’altra occasione al russo. Estrae dal cilindro un ace per annullarla.C’è un terzo set point. E stavolta Medvedev chiude con un vincente di rovescio portandosi a casa il secondo set.

Terzo set travagliato: arriva la pioggia e gioco sospeso, il giorno dopo Sinner riparte forte ed è in finale

Sinner ritrova la mano,riprende le poche energie rimaste e ha la possibilità di andare 4-1 con un doppio break ma Medvedev gliela nega.Al cambio campo, il numero 1 chiama un medical time out per farsi massaggiare la gamba destra. Torna in campo, inizia a piovere sul 4-2, Medvedev annulla due palle del doppio break e deve servire per il 4-3 quando inizia e piovere. Sinner si ferma e percepisce il pericolo:“Non si può giocare, le righe sono scivolose”, dice all’arbitro. Il gioco è sospeso.

Dopo una lunga notte di attesa, Sinner al centrale è stato impeccabile nella ripartenza, chiudendo il match con due turni di servizio dominati con grande autorità.Jannik diventa così il secondo giocatore di sempre, dopo Rafael Nadal, a raggiungere nello stesso anno la finale di tutti i Masters 1000 sulla terra rossa.

Le parole dell’azzurro a fine match:“Giocare tutto in così poco tempo è una sfida diversa.Di notte solitamente non faccio fatica a dormire, mentre ieri sì. Il terzo set era quasi finito, ma non sai mai cosa può accadere. È quasi un nuovo inizio. Alla fine sono contento per come sono riuscito a gestire. Ruud sta giocando un tennis di gran lunga migliore: ogni partita è diversa. Sono felice di giocarmi la finale perché è untorneo speciale. Se andrà bene, sarò molto contento”.

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