Jannik Sinner aveva chiarito che il suo ritorno in vetta alla classifica del ranking mondiale non sarebbe stato possibile prima del 2026. Eppure, dopo l’eliminazione di Carlo Alcaraz – battuto in tre set da Norrie – per il campione azzurro si apre una prospettiva tutta nuova. Se dovesse vincere l’Atp di Parigi, in cui debutta oggi contro il belga Zizou Bergs, allora potrebbe tornare il numero 1 al mondo prima delle Finals.
Oggi, quindi, si attende con ansia il suo debutto. Previsto alle 11 del mattino, questo è stato spostato per ora alle 14:50. Oggi a Parigi, poi, scende in campo anche il duo Musetti-Sonego per un derby tutto italiano. L’altoatesino, comunque, non vuole farsi deconcentrare dai pronostici e dalle possibilità. Lo ha chiarito già ieri, prima però dell’eliminazione dello spagnolo, al momento primo nel ranking.
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Le parole di Sinner sull’Atp di Parigi
Alla vigilia del suo debutto a Parigi, Sinner sembra piuttosto concentrato sull’evitare di ripetere gli errori del passato. “L’anno scorso non ho giocato questo torneo e qui non sono mai riuscito a fare bene“, aveva spiegato, chiarendo di sperare che in questa occasione gli eventi si susseguano diversamente. Con l’eliminazione del campione spagnolo, la pressione su Sinner è divenuta ancora più elevata, nella consapevolezza che una vittoria potrebbe accelerare incredibilmente la corsa verso la vetta del ranking.
Sinner, fino ieri, escludeva la possibilità. “Non si tratta di una cosa a cui sto pensando, Ora voglio solo chiudere al meglio questa stagione“, aveva riferito, ricordando come il mese di dicembre sarà fondamentale per garantirgli di migliorare alcuni aspetti del suo gioco e apportare anche alcuni cambiamenti. Il campione si è comunque detto soddisfatto di quanto raggiunto quest’anno, in particolare per la vittoria al torneo britannico di Wimbledon.
“Era quello dove volevamo spingerci il più in fondo possibile e dove non potevo sperare di ottenere un risultato migliore“, ha confermato, ricordando le quattro finali Slam giocate e le numerose vittorie. “Non è ancora finita“, ha poi spiegato sibillino.
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