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Tennis, Kostyuk si rifiuta di stringere la mano a Sabalenka: “In Ucraina si continua a morire”

Anche Sabalenka si è espressa su quanto accaduto, ma non ha voluto commentare in alcun modo le questioni di stampo politico: "È la loro posizione. Cosa posso farci? Non mi dispiace e non mi interessa"

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Oggi la notizia più eclatante del WTA 500 al Brisbane International non è stata la terza vittoria consecutiva di Aryna Sabalenka, ma quanto avvenuto successivamente. Marta Kostyuk, battuta in due set con il risultato 6-4 6-3 ha concluso la partita e ha abbandonato il campo senza stringere la mano alla sua avversaria. Nessuna competizione all’ultimo sangue, né tensioni legate a quanto avvenuto in campo.

La tennista ucraina ha deciso di agire in questo modo per rispetto nei confronti del suo Paese. “Io gioco ogni giorno con un peso sul cuore. Ci sono migliaia di persone che non hanno luce né acqua calda in questo momento. Adesso in Ucraina ci sono -20° e fa male vivere questa realtà ogni giorno“, ha spiegato la tennista, chiarendo il motivo dietro al suo comportamento.

Sabalenka risponde al rifiuto di Kostyuk

Non è la prima volta che Kostyuk agisce in questo modo. Ormai dal 2022, anno in cui la Russia ha invaso l’Ucraina, la n.26 del ranking mondiale si è rifiutata di stringere la mano di Sabalenka, che è Bielorussa. Oggi non ha voluto scambiare con lei neanche una parola durante la cerimonia di consegna dei trofei ed ha anche fatto una smorfia quando invece Sabalenka si è congratulata e le ha augurato buona fortuna per il seguito della stagione.

Anche Sabalenka si è espressa su quanto accaduto, ma non ha voluto commentare in alcun modo le questioni di stampo politico. “È la loro posizione. Cosa posso farci? Non mi dispiace e non mi interessa“, ha dichiarato con una certa asprezza, sottolineando che nel momento in cui scende in campo non c’è nessuna questione che sia più importante del tennis e della sua carriera.

Non importa se c’è Marta Kostyuk dall’altra parte della rete o Jessica Pegula. Io scendo in campo e do sempre il massimo. Non ho nulla da dimostrare. Vado lì e mi limito a competere come atleta“, ha concluso la tennista bielorussa davanti ai cronisti, subito dopo la partita. Due visioni opposte, che simboleggiano ancora una volta come anche il mondo dello sport continui ad essere profondamente influenzato da quanto accade a livello politico nel mondo.

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