Nicola Pietrangeli si è spento all’età di 92 anni. Unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale e simbolo dell’Italia che vale e che sa imporsi nel mondo, lascia un lutto indescrivibile nel mondo dello sport. Una vera e propria leggenda del tennis italiano, capace di entrare a far parte dei giocatori più forti del mondo tra gli anni ’50 e ’60. È stato numero 3 del mondo in singolare secondo le classifiche relative ai tennisti dilettanti allora redatte dalla stampa specializzata, prima dell’avvento del ranking stilato dal computer.
Un personaggio unico nel suo genere, che ha saputo conquistare sia dentro che fuori dal campo. Celebre una delle sue battute: “Quante volte mi sono sentito dire: ‘Certo, se ti fossi allenato seriamente avresti vinto di più!’. E io freddamente rispondevo: ‘Sì! Ma sapeste quanto mi sarei divertito di meno“. Pietrangeli è andato via silenziosamente, nella pausa che si interpone tra la Coppa Davis e l’inizio degli Australian Open.
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Quasi un segno, quasi un tentativo di non interferire con i campionati stagionali di quello sport che aveva tanto amato. In Italia, è suo il primato della Coppa Davis, con 164 partite giocate, 78 incontri vinti in singolare e 42 nel doppio. Un vero e proprio mostro di talento, che insieme a Orlando Sirola ha formato la coppia più vincente di sempre nella manifestazione.
Proprio in considerazione del suo talento e del suo impegno, al Foro italico uno dei campi da tennis in cui si svolgono gli Internazionali è dedicato a lui. A esprimere il dolore per una perdita così importante è stato proprio il presidente della Fitp, Angelo Binaghi. “Oggi il tennis italiano perde il suo simbolo più grande, e io perdo un amico“, ha esordito con una certa commozione.
Nicola Pietrangeli, il ricordo del presidente Binaghi
Binaghi ha voluto ricordare che Pietrangeli non è stato solo un campione, ma è stato un uomo capace di dimostrare cosa voglia dire vincere davvero, sia dentro il campo che fuori. “Con lui abbiamo capito che anche noi potevamo competere con il mondo, che sognare in grande non era più un azzardo“, ha specificato.
“Nel mio ufficio c’è una foto a cui tengo moltissimo: io bambino, raccattapalle in una sfida di Coppa Davis a Cagliari, e davanti a me proprio lui, Nicola Pietrangeli“, ha raccontato ancora, ricordando quanto sia fondamentale per lo sport italiano avere dei simboli a cui le nuove generazioni possano ispirarsi per raggiungere i loro obiettivi.
Binaghi ha poi voluto ricordare anche la scomparsa di Lea Pericoli, arrivata improvvisamente lo scorso 4 ottobre 2024. “Oggi ci piace pensare che abbia raggiunto in cielo Lea, e che insieme stiano già giocando uno straordinario doppio misto, divertendosi come solo loro sapevano fare“, ha scherzato Binaghi, ricordando il lutto di un’altra grande icona del tennis italiano.
“Due persone che hanno scritto la nostra storia e che continueranno a ispirarci, ogni giorno, dentro e fuori dal campo“, ha aggiunto, prima di concludere il suo intervento ringraziando Pietrangeli per tutto ciò che ha dato al tennis italiano e alla Nazione, promettendo che il suo nome continuerà a riecheggiare nei campi e negli spogliatori del Paese.
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