Alla vigilia dell’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, l’atleta italiana Rebecca Passler è risultata positiva al letrozolo, venendo sospesa. Il 26 gennaio però, la Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia ha riammesso la biatleta in gara, riconoscendo l’apparente fondatezza dell’assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole. Nonostante ciò, Passler non ha gareggiato in nessuna competizione.
Dopo un lungo silenzio, l’atleta si è sfogata tramite i social, ad una settimana dalla chiusura delle Olimpiadi Invernali: “La cosa peggiore che possa capitare ad un’atleta. Ero devastata. Tutto ciò per cui avevo lavorato ogni singolo giorno, mese e anno, inseguendo un sogno è sembrato distrutto in un solo istante”.
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Passler ha proseguito il suo sfogo mettendo al centro il tema dell’umanità: “Inoltre, non sono stata trattata con il rispetto che ogni essere umano merita. Al di là dell’essere un’atleta, sono comunque una persona. Ho dei sentimenti”. L’atleta ha inoltre ringraziato chi invece le è stato accanto durante questo difficile momento: “Ci sono stati momenti che sono sembrati ingiusti e impossibili da comprendere. Ma devo dire che ho ricevuto un sostegno incredibile da tante persone che mi sono state accanto in questo periodo. Voglio ringraziare ognuno di voi dal profondo del mio cuore”.
Infine, Rebecca Passler ha concluso il suo discorso con forza: “Ora è il momento di guardare avanti. Di fissare nuovi obiettivi. Di lottare. Di diventare più forte. Di non arrendersi mai. Il viaggio continua”. La vita di un atleta, soprattutto se candidato alle Olimpiadi, è molto complicata e basta una piccola svista per mandare in fumo anni di sacrificio. Ma nessuno meglio di loro sa come rialzarsi e ricominciare con più grinta di prima, nonostante a volte vengano visti più come “animali da competizione” piuttosto che esseri umani.
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