In Rai è scoppiato il caos dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi commentata da Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport. Sebbene Usigrai si sia mossa e abbia chiesto di prendere provvedimenti, per ora dalla Rai c’è silenzio su questo, in molti evitano di commentare la vicenda tra i vertici e domani è atteso un incontro tra Giampaolo Rossi e Paolo Petrecca per cercare di capire anche chi commenterà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.
Caso Petrecca, la protesta dei giornalisti di Rai Sport
In un comunicato i giornalisti di Rai Sport annunciano: “Da oggi alle ore 17 e fino alla fine dei Giochi ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore di RaiSport ha recato nell’ordine: ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento”.
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Un modo per far sentire la propria voce dopo che finora i comunicati di Usigrai sono stati ignorati dai vertici Rai e dopo che non sono stati letti al Tg, come invece succede a tutti gli altri.
Nel frattempo le ipotesi sul futuro di Petracca sono diverse, sebbene si possano escludere le dimissioni, sembra sempre più certo che non sarà il direttore a fare la telecronaca della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, prevista per il 22 febbraio.
Caso Petrecca: cosa sta succedendo
Diversi i comunicati stampa di Usigrai contro la telecronaca di petrecca, considerato “inadatto e incapace” a svolgere il ruolo. Infatti lo scorso 6 febbraio sono state molteplici le gaffe da lui commosse, alcune anche abbastanza gravi.
Dopo tre comunicati ignorati, nell’ultimo Usigrai ha sottolineato che, sebbene la Rai stia facendo finta di nulla, ormai i cittadini sono consapevoli di ciò che sta accadendo: “La telecronaca della Cerimonia di apertura dei Giochi, del tutto inadeguata, ha scontentato tutti. Ma i vertici aziendali restano trincerati dietro un imbarazzante silenzio. Quello che si prova ad imporre anche all’Usigrai negando la lettura di un comunicato che difende l’immagine delle giornaliste e dei giornalisti Rai. Una difesa che il vertice aziendale non può fare, perché sa bene che è principalmente sua la colpa di questa figuraccia. A quanti hanno paura che i cittadini sappiano di chi è la responsabilità di questo duro colpo inferto alla reputazione della Rai, noi diciamo: è troppo tardi. Perché i cittadini lo hanno già capito“.
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