Sarebbero in corso delle “discussioni” in merito allerestrizioni di viaggio imposte all’Iran durante i Mondiali 2026.A diramare la notizia è stata la BBC riportando le parole di Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per i Mondiali. In particolare, ci sarebbe la possibilità dimodificare gli orari di viaggio per la terza partita del girone, che si terrà a Seattle contro l’Egitto il prossimo 27 giugno.
Al momento, i giocatori iraniani possono entrare negli Stati Uniti ( paese co-organizzatore insieme a Canada e Messico), il giorno prima di ogni partita, conl’obbligo di lasciare il Paese il giorno stesso dell’incontro, in base ai terminidei loro visti. Per i Mondiali 2026, la nazionale dell’Iranrisiede in Messico per tutta la durata del torneo. Secondo Giuliani, per le prime due partite a Los Angeles è stato ragionevole che la squadra viaggiasse con le restrizioni di volo, dato che la tratta durava 30 minuti.
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Diversa è la situazione per Seattle che dista a circa tre ore di volo, per questo sarebbero in corso trattative per apportare delle modifiche alle rigide restrizioni imposte. Il direttore esecutivo ha dichiarato ad un’emittente locale di “sapere cheil presidente vuole trovare un equilibrio competitivo sul campo, assicurandosi di non compromettere la nostra sicurezza nazionale”. Giuliani ha poi aggiunto: “Vogliamo garantire alla squadra iraniana l’opportunità di venire e competere”.
Mondiali 2026, la posizione della squadra iraniana
Giuliani non ha risposto alla richiesta di commento della BBC. l’Iran però sostiene che “al fine di raggiungere una preparazione tecnica e fisica ottimale” bisognerebbe consentire alla squadra nazionale di arrivare nella città ospitante due giorni prima di ogni partita e di andare via il giorno successivo. All’ente pubblico radiotelevisivo la squadra iraniana ha dichiarato: “La Federazione calcistica iraniana ritiene che tali restrizioni siano incompatibili con il principio di garantire pari condizioni a tutte le squadrepartecipanti e possano influire negativamente sui processi di preparazione”. L’intervento si è concluso specificando che verrà espresso formalmente il disappunto della Federazione calcistica iraniana tramite “un reclamo ufficiale alla FIFA attraverso canali appropriati”.
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