Nuovo inizio per laFederazione del calcio italiano: dopo ledimissioni di Gabriele Gravina, l’imprenditore e dirigente sportivoGiovanni Malagòè stato eletto presidente. “È veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto“, ha detto l’imprenditore rivolgendosi all’assemblea che lo ha eletto.
Con343,084 preferenze, pari appunto al 68,58 per cento dei voti dall’assemblea, contro i 145,036 (29.17%) dell’altro candidato alla presidenza,Giancarlo Abete, Malagò ha ottenuto la nomina. Le schede bianche sono state 11,72, pari al 2.25%.
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Le elezioni alla Figc
Le elezioni vinte da Malagò sono state a scrutinio segreto, con voto elettronico, e si sono tenute nella mattina di lunedì alRome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel di Roma, in un’assemblea elettiva composta da 266 delegati. In essa sono rappresentate le leghe del calcio professionistico e dilettantistico e le associazioni di calciatori e allenatori.
Malagò era dato perfavoritoda settimane e il suo nome aveva iniziato a girare già dopo l’annuncio delle dimissioni di Gravina pochi giorni dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. La terza mancata qualificazione consecutiva, la seconda durante la sua presidenza. Il nuovo presidente dovrà ora coprire laseconda metà del mandato del dimissionarioche era stato rieletto nel 2025.
Chi è Giovanni Malagò
Malagò, classe 59, è il più noto dirigente sportivo italiano. È stato presidente delCONIdal 19 febbraio 2013 al 26 giugno 2025 e con lui l’Italia ha ottenuto irecord di medaglie alle Olimpiadi estive e invernali, oltre all’assegnazione delle Olimpiadi di Milano Cortina.
I suoi successi non sono però solo sul piano imprenditoriale. Ha vissuto il mondo del calcio in prima persona: infatti ha un passato dagiocatore di calcio a 5e ha partecipato a un’edizione deiMondiali in Brasile. Nonostante l’esperienza sul campo, il suo programma elettorale per la Federcalcio era “piuttosto generico”.
Iniziava così: “Il calcio italiano non ha bisogno di una stagione di contrapposizioni. Ha bisogno di unastagione di ricomposizione, occorre meno gestione dell’emergenza e più governo dei processi; meno annunci e più attuazione; meno burocrazia e più responsabilità; meno frammentazione e più sistema“. Obiettivi impegnativi per il nuovo presidente. Ora non resta che verificare se alle parole seguiranno fatti concreti.
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