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Zanardi, una vita sempre guardando avanti

La monoposto di Zanardi si spezzò in due. Alex dovette subire immediatamente l’amputazione di entrambe le gambe. Il cappellano prima di partire gli impartì l’estrema unzione con l’olio del motore. Il secondo incidente avvenne vicino a Pienza, in Toscana, sulla statale 146, durante una staffetta di beneficenza, perse di nuovo il controllo, questa volta della sua handbike, cadde e finì contro un camion

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Ci sono vite che sembrano spezzarsi in un istante e poi, contro ogni logica, riescono a ricomporsi. Quella di Alex Zanardi è stata una continuasfida al destino. La tragica notizia della sua morte, arrivata nella mattinata di sabato 2 maggio, è l’ultimo capitolo di una storia che è andata oltre lo sport: una storiadi resilienza, didolore attraversato e trasformato, di rinascite quando tutto sembrava finito. Due sono gli incidenti nel destino dello sfortunato sportivo bolognese, scomparso a 59 anni: due disgrazie, che più di ogni altro momento, hanno segnato dei punti di non ritorno nelle sue vite.

L’incidente al Lausitzring nel 2001

La gara era la Champ Car, al Lausitzring, in Germania. Zanardi era primo, si fermò per il pit stop, poi ripartì. Durante la fase di rientro in pista, la monoposto del pilota di Castel Maggiore perse il controllo. La velocità non era elevata, ma il tratto era sporco e laReynard Honda, ferma sulla pista, fu colpita in un impatto violentissimo dalla Forsythe del canadese Alex Tagliani. Andava a340 chilometri orari. La monoposto di Zanardi si spezzò in due. Alex dovette subire immediatamente l’amputazione di entrambe le gambe.

Il responsabile medico, Steve Olvey, ha ricordato che quando arrivò sul luogo dell’incidente Zanardi aveva già perso le gambe e stava avendo un’enorme emorragia. Olvey bloccò il flusso chiudendo le arterie femorali, ma Alex in quel momento aveva in corpo poco più di un litro di sangue in corpo. Lo trasportarono in elicottero all’ospedale di Berlino,il cappellano prima di partire gli impartì l’estrema unzione con l’olio del motore.L’elisoccorso atterrò sul tetto dell’ospedale e il chirurgo responsabile dell’ospedale lo operò la prima volta già su quel tetto.

Da lì servirono quindici operazioni, quattro giorni di coma e sei settimane di ricovero. Ma le dimissioni arrivarono il 31 ottobre.Zanardi si creò un’altra vita, il suo dna non conosceva la parola resa. Tornò a camminare con le protesi e anche a correre in macchina, in diverse categorie. Ma la nuova passione più grande divenne l’handbike.

L’incidente in Toscana nel 2020

Passano diciannove anni dopo il primo e nel 2020, Alex dovette affrontare il secondo incidente. Era il 19 giugno. Avvenne vicino a Pienza, in Toscana, sulla statale 146, durante una staffetta di beneficenza, una manifestazione non ufficiale. Era una delle tappe della staffetta diObiettivo tricolore.Zanardi perse di nuovo il controllo, questa volta della sua handbike, cadde e finì contro un camionche stava procedendo nella direzione opposta. Il casco non fu in grado di reggere l’urto e il pilota finì con la testa contro una delle ruote.

Dopo numerosi interventi Zanardi restò in coma oltre un mese, subì altre operazioni e venne trasferito in un centro specializzato di Lecco e poi, dopo alcune complicazioni, in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. A gennaio 2021 riacquistò coscienza. Due incidenti, due momenti in cui tutto si è fermato. Ma Zanardi ha provato sempre a ripartire.Ed è con questa determinazione che dovremo sempre ricordare il grande campione che è stato.

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