“Roma è la mia seconda casa, ma il rapporto con Lotito non mi ha aiutato“. Diceva così Luis Alberto quando si confessò ai microfoni della Gazzetta dello Sport lo scorso anno rivelando i motivi del divorzio con i biancocelesti e della scelta di cambiare aria passando ai qatarioti dell’Al Duhail.
Ebbene, a distanza di un anno, l’ex centrocampista della Lazio torna a parlare del suo amore mai finito aprendo alla possibilità di un ritorno, raccontandosi tra passato, presente e futuro. Un amore talmente forte che, come ha tenuto a ricordare, il Milan lo aveva cercato nella stagione 2018/2019, quando “ho parlato con Maldini e Leonardo“, ma non c’era stato nulla da fare perché “non era facile portarmi via dalla Lazio“.
Leggi Anche
Un amore che però si intrecciava perfettamente alla figura di Sarri mentre si slegava quando si trattava di vedersela con il presidente del club. Infatti, se prima “con Lotito non c’era un gran rapporto e, ovviamente, questo ha inciso sulla mia quotidianità, a livello mentale faticavo ad andare ad allenarmi“, ora la questione non cambierebbe.
Luis Alberto non si nasconde e parlando del suo futuro ammette che se tornasse in Italia, si vedrebbe solo con la maglia della Lazio ma ad una condizione che sintetizza il sentimento generale: “Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’, ma se mi chiamasse Lotito, nulla da fare“.
Il 33enne centrocampista spagnolo ha anche confessato che il suo primo anno da biancoceleste non era stato facile tanto che aveva pensato di smettere e tornare a casa, ma “Tare mi ha fatto cambiare idea” e come nei migliori rapporti iniziati con qualche frizione, poi i legami diventano indissolubili rimanendo anche a distanza.
Sarri è stato di fatto il perno cardine dei suoi otto anni con l’Aquila. “Da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, però gli voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti” e ammette anche di aver imparato tantissimo da lui: “Per me è un maestro“.
Luis Alberto appare però combattuto, tra alti e bassi. Perché da un lato parla con amore della Lazio, dall’altro riaffiora solo il malumore vissuto per svariati motivi: “Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera, ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto e un anno e mezzo fa è finita“. Insomma, non si sa dove ma quel che è certo è che per tre o quattro anni può ancora giocare e divertirsi.
© Riproduzione riservata


