E’ delusione delle delusioni perMarcel Jacobsdopo la sua eliminazione in semifinale dei 100 metri ai Mondiali di Atletica a Tokyo, dove 5 anni fa aveva addentato il suo oro olimpico. E’ molto provato e tra l’amarezza e l’estremo sconforto si lascia a momenti di riflessioni pesanti e da brividi lungo la schiena, sul suo futuro.
“La testa mi sta dicendo che non riesce a continuare a reggere tutte queste delusioni“, confessa a margine della gara con la consapevolezza di non valere 10″16, “ma questo è il tempo che ho nelle gambe in questo momento“. Ed è anche per questo che la perdita di oggi brucia ancora di più, perché dopo le Olimpiadi a Parigi dello scorso anno, dove era tornato vicino al personale, “mi ero fatto una promessa: se avessi avuto ancora una stagione difficile non so quanto avrei potuto continuare“.
Leggi Anche
E’ la mente dello sportivo, la mente di chi ha stabilito un record e che ora si trova su quelle stesse gambe ma non performanti. “La gente ha iniziato a conoscermi dopo i Giochi, ma le parole di tristezza nella mia carriera sono state tre volte di più rispetto a quelle di gioia“, rivela Jacobs che ad oggi, soprattutto dopo la prestazione negativa della giornata, sente di doversi prendere un po’ di tempo, “per capire se vale la pena continuare soffrire così“.
Perché la gioia è unica, così come l’adrenalina che incendia il corpo prima di una gara e in attesa di conoscere i risultati, ma il percorso per arrivarci e le difficolta possono giocare brutti scherzi sulla mente, ricoprendo il ruolo determinante nella gestione delle prestazioni.
E così, neanche il ritorno in Giappone, dove aveva raggiunto il punto più alto della sua carriera, è riuscito a farlo andare oltre questa stagione tribolata a causa dei tanti infortuni. “Sapevo che era una stagione un po’ complicata, ma questo è lo stadio che mi ha regalato la giornata più bella della mia vita e magari speri che ci sia un tocco di magia– aggiunge con lo sguardo di chi ha un retrogusto dolceamaro in bocca -.Gli altri sono arrivati più preparati di me, ma questo è lo sport“.
E poi ovviamente, per quanto una brutta stagione non può cancellare quei successi unici al mondo, Jacobs si mostra realistico confessando che non si può però vivere nel passato: “Sono stato il primo che si è goduto le Olimpiadi i primi due mesi, ma poi si è rimesso subito in gioco. La parte più difficile per me è di vivere da atleta 24 ore su 24 e poi non vedere i risultati.Mi sento pesante, non fluido, non più quello di una volta”.
Jacobs, correrà la staffetta?
Insomma, giornata nera per gli azzurri su cui tutto il tifo italiano era concentrato, perché prima di Marcel, la sconfitta all’Italia arriva conGianmarco Tamberi che anche lui dice addio al suo sogno, dopo l’eliminazione a seguito di tre salti falliti. Per Jacobs, però, all’orizzonte si staglia ancora la staffetta 4×100, ma la delusione sembra troppa per voler riprovare a tornare in pista tra una settimana.
“C’è chi sta meglio di me e sarebbe meglio far fare esperienza ai più giovani. Valuteremo nei prossimi 2 giorni“, chiosa ai microfoni l’atleta che con frustrazione pensa a come ha sempre affrontato ogni difficoltà: “Io ho sempre avuto voglia di mettermi in gioco, questo è lo sport che amo. Penso che l’anno prossimo sarà un po’ più tranquillo,il terzo europeo di fila potrebbe essere buono, ma poi è difficile ogni volta rincorrere le stagioni e gli infortuni. Un tempo così non lo facevo nemmeno quando facevo salto in lungo o magari lo facevo quando sbagliavo tutto…“.
E così, si vedrà, intanto si continua a fare il tifo perché, soprattutto nello sport: mai dire mai.
© Riproduzione riservata













