Un’altra maxi caduta ha costretto momentaneamente i giudici a neutralizzare la corsa, la vittoria, con tanto di maglia rosaper l’uruguaiano Thomas Silva. Grandi protagonisti gli azzurri,Scaronie Ciccone, che alla fine sarà terzo. Nella seconda tappa delGiro d’Italia, da Burgas a Veliko Tarnovo è successo di tutto. O, per meglio dire, negli ultimi 23 chilometri della frazione.
La dinamica della maxi caduta e le dipartite della Uae
In un tratto in discesa, a 23 dall’arrivo, con l’asfalto bagnato e il gruppo che viaggiava a velocità altissima, si è innescata una paurosa e rovinosa caduta in prossimità del guardrail, che ha coinvolto tanti corridori ed è risultata molto più“pesante”rispetto a quella della frazione inaugurale.
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A pagarne le conseguenze è stata soprattutto la Uae, visto che Jay Vine e Marc Soler sono stati costretti all’immediato ritiro, mentre il capitano del team emiratino Adam Yates è riuscitoa ripartire anche se malconcio, è notizia di stamani ha dovuto abbandonare la corsa a causa dei traumi patiti nella caduta.
La fuga Vingegaard, poi la volata di Guillerme Silva
La giuria ha momentaneamente neutralizzato la corsa (perché le ambulanze al seguito della corsa si erano fermate per soccorrere i feriti), che poi è ripartita, con il favorito numero Jonas Vingegaard che ha attaccato a 500 metri dalla vetta del Gpm, cercando di andarsene in solitaria. Non ci è riuscito, però, perché uno straordinario Giulio Pellizzari ha risposto immediatamente alla sgasata del fuoriclasse danese e si è accodato alla sua ruota, al pari del belga Van Eetvelt.
I tre sono riusciti ad allungare, su di loro è rientrato Christen, che potrebbe diventare l’uomo di classifica della Uae se Yates accuserà problemi di carattere fisico ma, a 500 metri dal traguardo, il plotoncino d’inseguitori ha ripreso e assorbito i fuggitivi. Poi arriva lavolata ristretta con l’uruguaiano Thomas Silva del Team Astana che è riuscito nell’impresa di regolare tutti allo sprint
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