“Ho vinto con molto cuore e gestendo al meglio le emozioni. Se continuo a giocare è per vivere questi momenti“. Sorriso a 32 denti, adrenalina a fior di pelle e lo sguardo dell’atleta inossidabile che èNovak Djokovic. A margine della strabiliante vittoria suAuger-Aliassimeai quarti di finale del torneo di Wimbledon, il tennista serbo si conquista la semifinale al tie bream a dieci minuti al quindi set firmando un punteggio frizzante:7-6 3-6 6-3 6-7 7-6.
“Avrei preferito che fosse una finale, almeno non mi sarei dovuto preoccupare di come recupererà il mio corpo. Ai miei figli è stato detto di andare a letto dopo il quarto set. Non l’hanno fatto e sono contento, perchéè una delle migliori partite che abbia mai giocato“, scandisce con orgoglio personale il 39enne dopo aver sfondato nei quarti di finale con oltre 5 ore di battaglia contro Felix.
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Djokovic, che nella sua carriera da storia del tennis ha vinto per sette volte lo Slam di Londra, in semifinale ritroverà il numero uno del mondoJannik Sinner. Infatti, venerdì con l’altoatesino darà la sfida numero 12, la quarta sull’erba inglese: l’azzurro è in vantaggio 6-5, ma dopo 5 successi consecutivi a gennaio ha rivinto il serbo. A dispetto dell’età,Nole non si smentisce diventando eterno quando l’incontro si allunga fino al quinto set, come a Melbourne. Mentre Sinner, 15 anni di meno, se si gioca oltre le 4 ore comincia ad accusare la stanchezza fisica, dando segni di incertezza, oltre agli Australian Oper di quest’anno, vale la pena di ricordare la finale parigina con Alcaraz nel 2025.
Ma insomma, Djokovic per un po’ preferisce godersi il memento perché “questa partita con Felixper me valeva quasi come una finale“, ammette Nole che non abbassa le aspettative nei propri confronti rimanendo molto severo ed autocritico, nonostante le vittorie contro atleti anche di 15 anni più giovani. E in questo scenario quindi se la gode senza se e senza ma: “Non penso a Sinner, voglio solo andare avanti“.
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