Il derby e la finale degli Internazionali si svolgeranno stesso pomeriggio, a poche centinaia di metri di distanza. Da una parte l’Olimpico, dall’altra il Centrale del Foro Italico. Due eventi imperdibili, due flussi di pubblico da governare, una sola area della città chiamata ad amministrare il tutto. È questo il nodo che da giorni tiene sospesa Roma-Lazio, stracittadina della 37ª giornata di Serie A, finita al centro di una valutazione di ordine pubblico più ampia del semplice calendario sportivo.
Le parole del questore di Roma e le ipotesi valutate per il dilemma
A spingere per lo spostamento del derby a lunedì 18 maggio è ora ancheil questore di Roma, Roberto Massucci, che prima della partenza della Race for the Cure al Circo Massimo ha definito l’ipotesi una scelta di“buon senso”. “Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza,però mi sembrerebbe di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali di tennis,che sono diventati un evento mondiale, un evento altrettanto importante come il derby”, ha detto Massucci. La finale maschile degli Internazionali è in programma domenica 17 maggio alle 17 al Foro Italico.
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Il dilemma non è notizia di oggi. Nei giorni scorsi il derby era rimasto collocato nella domenica della penultima giornata, ma senza una soluzione definitiva sull’orario.La prima ipotesi era stata quella di anticipare la partita alla fascia di pranzo, così da allontanarla almeno in parte dalla finale del tennis. Una soluzione tecnica, ma non pienamente risolutiva: l’area Olimpico-Foro Italico sarebbe comunque stata attraversata da migliaia di tifosi, spettatori, addetti ai lavori e personale di sicurezza nella stessa giornata.
Per questo, nelle ultime ore,ha preso piede lo scenario dello slittamento al lunedì. Non una rinuncia dell’apparato di sicurezza, come ha chiarito lo stesso questore, ma una scelta di gestione preventiva. Roma, ha spiegato Massucci,“è una città che è sempre uguale a se stessa”e l’ordine pubblico resta“un grande impegno”, anche perché“le piazze sono sensibili a quello che sta accadendo nel mondo e nel Paese”.
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