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La corsa Scudetto: Conte e McTominay, i condottieri di cui Napoli aveva bisogno; le fatiche di coppa piegano l’Inter

Antonio Conte vince il suo quinto Scudetto con la terza squadra diversa. Il Napoli si è rivolta all'allenatore migliore per tornare in vetta alla Serie A, ma le loro strade potrebbero presto dividersi: il tecnico salentino sembra destinato a tornare alla Juventus, al suo posto dovrebbe arrivare Massimiliano Allegri, altro ex bianconero

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All’indomani della festa Scudetto del Napoli per le vie della città si chiude ufficialmente il cerchio della Serie A 24/25. I verdetti non sono affatto scontati, considerando anche le premesse all’inizio della stagione, tante le sorprese positive, ma anche i flop che hanno deluso e non sono riusciti a riconfermarsi.

Napoli tricolore: il rapporto tra Conte e de Laurentiis, la rimonta sull’Inter e gli addii di Osimhen e Kvara

A partire dal vertice della classifica, il Napoli ovviamente è la nota dolce di questa Serie A. Ormai è da considerare una super top del campionato italiano, al pari delle “strisciate”, e non può essere una sorpresa il quarto Scudetto della storia del club, anche perché, non avendo le coppe europee da disputare, era considerata dall’estate scorsa una seria candidata al titolo.

Ma la vera cosa sorprendente è che il trionfo è arrivato dopo la stagione deludente dei 3 allenatori, chiusa al decimo posto in classifica. La primissima partita di campionato non aveva fatto ben sperare: il Napoli aveva subito un sonoro 3-0 in casa dell’Hellas Verona. Ma la squadra si è affidata al suo condottiero Antonio Conte. Il tecnico salentino era stato chiamato apposta da Aurelio de Laurentiis per ripetere l’impresa di Luciano Spalletti e riportare Napoli in festa.

La piazza di Napoli aveva bisogno di un allenatore dal carattere forte che si imponesse all’interno dello spogliatoio e tenesse testa a un presidente spigoloso come de Laurentiis. E la scelta di Conte è stata perfetta, dunque, per riavvicinare la squadra ai propri tifosi e riportare il tricolore nel Golfo.

Vero che il presidente ha accontentato tutte le richieste del mister nel calciomercato estivo, ma non bisogna dimenticare che il Napoli si è ritrovato con un Victor Osimhen e un Khvicha Kvaratskhelia – per mezza stagione – in meno rispetto al 22/23. Se l’attaccante nigeriano è stato sostituito degnamente da Romelu Lukaku, il fenomeno georgiano, partito in direzione Parigi a gennaio, non è stato minimamente rimpiazzato. Il merito di Conte, dunque, è stato quello di portare a Napoli lo Scudetto con due giocatori chiave dell’annata epica di Spalletti.

Al loro posto Napoli ha trovato un altro campione: Scott McTominay. La sua fino a metà aprile era stata un’ottima stagione, ma dalla doppietta in casa nella vittoria contro l’Empoli è salito in cattedra e ha preso per mano la squadra nel momento più delicato. Non sono solo i sei gol e due assist dal 14 aprile al 23 maggio a rendere magica la sua stagione, ma è il peso che le sue giocate hanno avuto sulla vittoria dello Scudetto. Quattro di queste reti hanno sbloccato altrettante partite, poi vinte, mentre i due assist, entrambi nella partita con il Genoa, hanno permesso al Napoli di pareggiare 2-2 e mantenere quel decisivo punto di distanza dall’Inter.

Dopo solo un anno, però, Antonio Conte sembra destinato a separarsi dai neo Campioni d’Italia; motivo del divorzio sarebbe proprio la difficile convivenza tra l’ex bandiera della Juventus e l’imprenditore romano. Al suo posto, voci di mercato vogliono Massimiliano Allegri. La storia del Napoli potrebbe far pensare che il tecnico livornese possa essere la figura giusta per il post-Conte. Verrebbe un allenatore vincente, che non si accontenterebbe di non bissare il successo di quest’anno.

L’Inter manca il bis, ma può ancora consolarsi con la Champions League

L’Inter, perso il campionato, ora si gioca tutto nella finale di Champions League di sabato prossimo contro il Paris Saint Germain. I nerazzurri partivano sicuramente i favoriti a inizio campionato, ma la stagione di Simone Inzaghi e i suoi non può considerarsi negativa, vista appunto la finale conquistata in Europa.

Resta l’amaro in bocca per l’Inter per non aver approfittato nella penultima giornata – finita 2-2 contro la Lazio a San Siro – del passo falso del Napoli a Parma e non essersi portata in vetta a +2. Ma la squadra di Milano ha ancora tempo per rendere magica la stagione. Mancano ancora da giocare la finale di Champions League a Monaco di Baviera e il Mondiale per club negli Stati Uniti a giugno e luglio.

Sul giudizio finale della stagione dell’Inter non può prescindere la condotta sbagliata nella campagna di mercato estiva: Piotr Zielinski e Mehdi Taremi non sono riusciti a mantenere le grandi aspettative che si avevano di loro. Durante la stagione la panchina non ha saputo sostituire adeguatamente la formazione titolare e i nerazzurri ne hanno pagato le conseguenze nel momento più impegnativo della stagione.

Il livello della Serie A

Napoli e Inter chiudono la Serie A 24/25 rispettivamente a “soli” 82 e 81 punti, complici i troppi stop delle due squadre al vertice. Nonostante questo hanno occupato le prime posizioni per tutto il campionato. Le due squadre che sarebbero dovute essere schiacciasassi, invece hanno dimostrato tutte le loro fragilità nel corso delle 38 partite.

Questo è successo non perché si è alzato il livello generale del campionato ultimamente, ma è l’opposto. Del resto anche la quota “salvezza” si è nettamente abbassata: anni fa sarebbero serviti i famosi “40 punti” per evitare la B, invece oggi al Lecce ne sono bastati 34.

Non si può dire, però, che la Serie A appena conclusa non abbia divertito il pubblico. Fino all’ultima settimana il campionato italiano, a differenza degli altri top d’Europa, è stato aperto su tutti i fronti, Scudetto, Champions League e salvezza.

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