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Serie A, Juventus-Roma tra rimpianti e ambizioni: Spalletti crede nel quarto posto, Gasperini rammaricato

Rimonta bianconera nello scontro diretto, i giallorossi sprecano il colpo Champions. Tecnici divisi tra rammarico e fiducia

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Io vivo per il quarto posto. Diamogli una forma e io vivo per quella forma lì”. CosìLuciano Spallettiha riassunto l’obiettivo della suaJuventusdopo la rimonta contro laRomain uno scontro diretto pesantissimo per la zona Champions.

Il tecnico bianconero analizza la gara su due piani: soddisfazione per la reazione, meno per la gestione di alcuni momenti chiave.“Sotto di due gol, con il peso dell’eliminazione dalla Champions, era una montagna difficile da scalare. Ma siamo stati leggeri sul secondo e terzo gol subiti”.

Reazione e carattere

Spallettinon ha mai smesso di crederci: “È quello che bisogna trasmettere. Abbiamo giocatori che possono cambiare la partita in ogni momento”. Il riferimento è a talenti comeKenan Yildiz,Edon ZhegrovaeJeremie Boga, capaci di inventare la giocata decisiva. Il calendario fitto (quinta partita in due settimane) e le recenti gare in inferiorità numerica hanno inciso, ma il tecnico sottolinea il sostegno del pubblico: “Quando i tifosi sono al nostro fianco, il peso diventa minore”.

La Juventus mantiene così il +4 sul quinto postoe rilancia la propria corsa europea. “Abbiamo avuto un periodo complicato, ma vedo la squadra cresciuta sotto tutti gli aspetti.Sono sicuro che faremo un grande finale di stagione”.

Gasperini: “Il bicchiere è mezzo pieno”

Dall’altra parte,Gian Piero Gasperininon nasconde l’amarezza per un pareggio che, per come si era messa, sa di occasione sprecata. “Andare a +7 sarebbe stato un grande passo avanti. Il rammarico è per il gol nel finale, ma usciamo da una partita straordinaria. Non deve abbatterci”.

Il tecnico giallorosso invita a non drammatizzare: “Gli juventini hanno esultato come se avessero vinto. E noi dovremmo deprimerci? Mancano undici partite, il campionato non finiva oggi”.

Il nodo palle inattive

Gasperini individua però un limite chiaro: la gestione dei finali e delle situazioni su palla ferma. “Eravamo passivi. Inter, Napoli e Milan raddrizzano le partite con fisicità e gioco aereo, noi potevamo fare meglio. Questa punizione andava aggredita”.

L’uscita diBryan Cristanteha tolto centimetri e presenza nel gioco aereo, e tre reti sono arrivate su palloni gettati in area. “Su unoFrancisco Conceicaoha fatto un gol straordinario, sugli altri siamo stati passivi. È l’unico vero rimprovero”.

Il big match si chiude così con sensazioni opposte:entusiasmo e convinzione sul fronte bianconero, rammarico ma anche consapevolezza su quello giallorosso. La corsa al quarto posto resta apertissima, e il finale di stagione promette ancora grandi sfide.

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