A sei mesi dall’ultima apparizione ufficiale dello scorso 10 aprile, Lorenzo Pellegrini ha completato il suo percorso di recupero a Trigoria e si candida a una maglia da titolare per la trasferta di domenica 11 ottobre contro il Como.
Leader silenzioso: il rinnovo e la gerarchia di Gasperini verso Como
La lunga rincorsa vissuta in silenzio da Lorenzo Pellegrini è giunta all’ultimo chilometro. Il fantasista romano vede finalmente la luce in fondo al tunnel e si prepara a tornare a calpestare l’erba del campo. L’infortunio lo aveva brutalmente stoppato proprio sul più bello, subito dopo una stagione da incorniciare chiusa con un bottino di sette gol e quattro assist. Da quel brutto stop è iniziato un percorso di riabilitazione affrontato con determinazione ferrea e una maturità nuova, costruita grazie al sostegno degli affetti più cari e all’abbraccio protettivo dello spogliatoio.
Durante i sei mesi trascorsi lontano dai riflettori, Pellegrini non ha mai smesso di esercitare il proprio carisma. A Trigoria è rimasto il punto di riferimento del gruppo, il vero capitano morale anche senza portare la fascia al braccio. Gian Piero Gasperini, seguendo una rigida logica meritocratica, ha scelto infatti di assegnare i gradi di capitano a chi vanta più presenze storiche in maglia giallorossa, ma il peso specifico del numero 7 non è mai stato messo in discussione.
Il palcoscenico del rientro sarà lo stadio Sinigaglia di Como. Gasperini sta studiando attentamente la mossa a sorpresa: schierarlo titolare sulla trequarti nel suo collaudato 3-4-1-2. Pellegrini ha nelle gambe un’autonomia stimata di circa un’ora e il suo posizionamento tattico potrebbe rivelarsi letale per scardinare la prima costruzione del Como, agendo da collante dietro la coppia pesante formata da Paulo Dybala e Donyell Malen. Rispetto ai concorrenti diretti nel ruolo come Soulé e Mora, rientrati tardi dagli impegni con le rispettive Nazionali, l’azzurro ha potuto lavorare in isolamento perfetto, affilando le armi per l’imminente tour de force che vedrà la Roma affrontare sette partite in appena venti giorni. Con la testa libera dai condizionamenti esterni e il fisico finalmente integro, il capitano è pronto a riprendersi il suo posto al centro del villaggio.
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