Una serata che doveva essere soltanto di calcio si è trasformata in un caso destinato a lasciare strascichi pesanti. Cremonese-Inter è stata segnata da un episodio grave e pericoloso, che potrebbe costare caro al club nerazzurro sul fronte disciplinare. Al 4’ della ripresa, un petardo lanciato dal settore ospiti è esploso a pochi centimetri dai piedi di Emil Audero, portiere interista ed ex della partita, con sei presenze nella stagione della seconda stella nerazzurra.
Cosa è successo
L’esplosione ha provocato paura e sconcerto immediati, costringendo l’arbitro a interrompere il gioco per circa tre minuti, mentre lo staff medico verificava le condizioni del portiere, rimasto comunque in campo. Secondo le prime ricostruzioni, il responsabile del lancio sarebbe stato individuato poiché trovato in possesso di un secondo ordigno. L’uomo avrebbe riportato gravi ferite alla mano, con la perdita di due dita, rendendo necessario il ricovero in ospedale. Una volta dimesso, scatterebbe per lui l’arresto. Dalle informazioni emerse, non sarebbe legato ai gruppi ultrà organizzati, ma a un Inter Club dell’Emilia-Romagna.
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L’episodio ha generato forti tensioni anche all’interno della curva interista: secondo quanto filtra, ci sarebbe stato un vero e proprio regolamento di conti tra fazioni del tifo, avvenuto mentre la partita era ancora in corso. Un clima che ha contribuito ad appesantire ulteriormente una situazione già delicata.
In campo, la reazione dei giocatori è stata immediata. Il capitano Lautaro Martínez, seguito da Dimarco, è stato tra i primi a raggiungere Audero, allargando le braccia verso il settore ospiti in segno di evidente disappunto. Scene di sconforto anche tra i compagni: Akanji scuoteva la testa, Sommer appariva visibilmente scosso, mentre Cristian Chivu, presente a bordocampo, ha voluto sincerarsi personalmente delle condizioni del portiere. Il tutto sotto gli occhi del presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli.
A fine gara, in un gesto tutt’altro che consueto, i giocatori dell’Inter hanno scelto di non andare sotto il settore ospiti, manifestando così un dissenso chiaro e pubblico. Solo l’allenatore ha accennato un saluto.
Dura condanna da parte dell’Inter
Durissima la condanna della società. “Il gesto è stato insulso, clamoroso per l’antisportività – ha dichiarato il presidente Giuseppe Marotta – Non ha nulla a che fare con i valori dell’Inter“. Durante la partita, dagli altoparlanti dello stadio era stata addirittura minacciata la sospensione definitiva dell’incontro, dopo il lancio di petardi e fumogeni già nei primi minuti.
Ora si attendono le decisioni del giudice sportivo: sul tavolo una multa pesante, la chiusura del settore ospiti per una o più trasferte e possibili restrizioni anche per la curva di San Siro. L’attenzione si sposta inevitabilmente sul calendario, con Sassuolo-Inter alle porte e soprattutto il big match Inter-Juventus nel weekend successivo.
Dalla squadra, infine, un messaggio netto: “Si mette a rischio la persona, bisogna chiedere scusa ad Audero“, ha detto Lautaro. Gli ha fatto eco anche Bastoni: “C’è già troppa violenza nel mondo. Il calcio deve trasmettere solo valori positivi”
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