Arriva una dura stangata per i tifosi interisti dopo i disordini avvenuti durante Cremonese-Inter. In seguito al lancio di un petardo che ha stordito il portiere grigiorosso Emil Audero, il Ministero dell’Interno ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo 2026, accompagnato dal divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Lombardia per le gare interessate.
Il provvedimento, comunicato dal Viminale, ha l’obiettivo di tutelare l’ordine pubblico e prevenire nuovi episodi di violenza negli stadi, garantendo il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive. Resta però escluso il derby Milan-Inter dell’8 marzo, dal momento che non comporta spostamenti di tifoserie.
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Marotta condanna l’episodio
Dura la presa di posizione dell’amministratore delegato nerazzurro Giuseppe Marotta, che ha definito il lancio del petardo un “gesto insulso e antisportivo”, prendendo le distanze da quanto accaduto sugli spalti dello Zini.
Sul fronte sportivo, ora si attendono le decisioni del Giudice Sportivo, attese dopo la conclusione della 23ª giornata di Serie A. L’ipotesi più probabile è quella di una sanzione economica significativa per il club nerazzurro, mentre appare meno concreta la possibilità di una chiusura parziale dello stadio di San Siro, anche alla luce delle misure già adottate dal Ministero. Va comunque ricordato che i provvedimenti del Viminale e quelli della giustizia sportiva restano autonomi e indipendenti.
Un episodio grave, dunque, che riaccende il dibattito sulla sicurezza negli stadi e sulle responsabilità delle tifoserie, in un contesto che mostra segnali di miglioramento, ma che resta ancora fragile.
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