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Modric: “Mi manca Madrid ma a Milano sto benone, voglio competere e riportare il Milan a vincere”

Il croato ha parlato del suo ultimo anno in rossonero in un intervista a Marca: "Come il Real, anche il Milan è uno dei migliori club del mondo, un club storico che magari negli ultimi anni non ha ottenuto i risultati a cui tutti erano abituati"

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Il centrocampista del Milan e pallone d’oro Luka Modric, compirà 41 anni il 9 settembre, ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo Marca, il croato non è riuscito a trattenere tutta la sua nostalgia verso la città che lo ha ospitato per ben 13 anni: “Mi manca Madrid, la città, il Real e tutto il resto. Però posso dire che qui a Milano sto bene e sono felice. Mi hanno accolto a braccia aperte fin dal primo giorno e sono molto contento. Il fatto che sia rimasto qui per il secondo anno consecutivo ne è una dimostrazione. Quindi, anche se Madrid mi manca molto, adesso sono a Milano e sono felice anche qui”. Luka poi continua, parlando del suo ambientamento al Milan: “Credo sia stato più difficile dire addio a Madrid e al Real più che abituarmi alla nuova realtà, perché poi devi accettare che un giorno tutto questo finisca. Ti distacchi da esperienze che hai vissuto al massimo. Per me è stato più difficile salutare che arrivare a Milano e, poco alla volta, abituarmi a una nuova quotidianità, a una nuova realtà e a un nuovo club. Non è stato facile dire addio, ma, come ho detto, fa parte della vita. Quando sai di aver dato tutto, di aver fatto tutto ciò che era nelle tue possibilità per quel club, te ne vai a testa alta. Io me ne sono andato a testa alta”.

Da Madrid a Milano: l’ambientamento di Luka Modric

Tornando sul suo ambientamento al Milan, Modric si è espresso sul suo impatto nel mondo rossonero: “Come il Real, anche il Milan è uno dei migliori club del mondo, un club storico che magari negli ultimi anni non ha ottenuto i risultati a cui tutti erano abituati, ma questo non cambia il fatto che continui a essere un grandissimo club e uno dei più amati al mondo. Quando arrivi qui lo percepisci. Si respira la storia del Milan. Anche qui, al centro sportivo, la senti. Quante leggende e quanti grandi giocatori hanno giocato qui… Sicuramente è stato uno dei motivi per cui ho scelto il Milan. Quando ero bambino e guardavo il calcio italiano, il Milan era la mia squadra preferita. Quindi si sono unite diverse cose che hanno reso più semplice la decisione dopo il Real Madrid, perché ho sempre provato grande affetto e rispetto per il Milan. Quando si è presentata questa opportunità dopo il Madrid, non ho avuto molti dubbi”.

Il Milan ha rivoluzionato tutto ma si riparte da Luka Modric

Il Milan viene da un estate di grandi cambiamenti e Luka è pronto ad aiutare la squadra con la sua esprienza e qualità: “Voglio fare meglio dello scorso anno. Per molto tempo abbiamo fatto molto bene, siamo rimasti più o meno fino a marzo in lotta per lo scudetto, poi nelle ultime partite abbiamo quasi buttato via tutto e non siamo riusciti a qualificarci per la Champions. È stato un colpo duro per il Milan, perché il Milan, per la sua storia, deve giocare almeno la Champions League ogni anno. È il secondo club con più titoli dopo il Real Madrid. Gli obiettivi sono fare bene, aiutare la squadra sotto ogni aspetto, dentro e fuori dal campo. C’è grande entusiasmo. Quest’anno ci sono stati molti cambiamenti nella squadra, un nuovo allenatore, parecchi giocatori nuovi, e il club mi ha considerato una parte importante del progetto. Mi voleva qui ed è per questo che sono rimasto. Voglio competere, dare tutto e provare a far tornare il Milan a vincere. Tutti insieme. Un giocatore da solo non può farcela, ma tutti insieme dobbiamo fare uno sforzo per riportare gradualmente il Milan dove merita di stare”.

Modric è alla soglia dei 42 anni ma nonostante ciò non ha l’intenzione di essere solo un uomo spogliatoio: “Faccio ciò che amo. Il calcio è la mia vita. Ho iniziato ad allenarmi a sei anni e il calcio è davvero la mia vita. Continuo a divertirmi, continuo ad avere la stessa ambizione, motivazione e passione. Quando provi queste sensazioni è più facile andare avanti. Grazie a Dio mi sento bene fisicamente e mentalmente, che è molto importante, e credo che questi siano i motivi principali. Soprattutto l’amore che provo per questo sport. Perché se poi il fisico non ti sostiene, diventa difficile. Io però non considero tutto questo un lavoro. Per me è qualcosa con cui mi diverto. Continuo a divertirmi e a godermelo”.

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