Il neo-presidente Malagò è chiamato a sedare una vera e propria emergenza che nelle ultime ore si è abbattuta sulla Nazionale. Infatti, gli Azzurri sono stati stravolti da diversi cambi di rotta: poche certezze che hanno alimentato un clima di grande instabilità e malcontento generale. Una situazione che non giova alla Nazionale, già alle prese con una crisi profonda di risultati e di identità. Ciò non ne facilita una risalita che avrebbe bisogno di equilibrio, stabilità e progettualità.
A complicare il quadro generale,iniziato con il Pirlo-gate,sono arrivate anche ledimissioni di Maldini e Leonardo, richiedendo una ferma presa di posizione di Malagò, chiamato a ricostruire un ambiente più stabile e a restituire certezze a unaNazionaleche ha un urgente bisogno di ripartire.
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Malagò preferisce Mancini, ma Conte rimane un opzione
Per faro ciò sarà fondamentaleindividuare il nuovo CTdella panchina azzurra che manca ancora di una figura in grado di riportare il calcio Italiano al centro del panorama calcistico mondiale. Tra i nomi che tornano prepotentemente di moda ci sono quelli diMancini e Conte.
Ilprimo, una soluzionegradita da tempo da Malagò.Un volto già noto nel circuito che ha illuso i tifosi con lavittoria dell’Europeo 2021per poi tornare bruscamente alla realtà del calcio italiano odierno, con la mancata qualificazione al Mondiale.
Il secondo invece è il preferito della Lega serie Ache continua a sponsorizzarlo con fermezza. Anche per lui l’esperienza in Nazionale non sarebbe la prima. Ricordiamo, infatti, l’allenatore ex Napoli come uno deicondottieri dell’Europeo 2016in cui riuscì a valorizzare una rosa considerata tra le meno talentuose degli ultimi anni. Un profilo che si porta dietro un grande curriculum: vincente degli scudetti con la Juventus, Inter, Napoli e la conquista della Premier con il Chelsea. Il tecnico salentino, però, porta con sé anche caratteristiche che potrebbero rappresentare una sfida. La sua gestione intensa, basata su grande disciplina e massima richiesta ai giocatori, è spesso in grado di creare gruppi molto competitivi, ma può anche generare tensioni all’interno dello spogliatoio. Oltre a ciò, un altroelemento da valutare riguarda la continuità. Conte, nel corso della sua carriera non è mai rimasto per più di tre anni sulla stessa panchina. Un aspetto che potrebbe pesare nella scelta di una Nazionale che oggi necessita soprattutto di programmazione e stabilità.Anche dal punto di vista economico, l’operazione Conte sarebbe più complessa rispetto a quella di Mancini.
Adesso per la FIGC è dunque il tempo di prendere decisioni su più fronti, chiarendo la strada da percorrere, sciogliere il nodo relativo al nuovo commissario tecnico e intervenire dopo le dimissioni di Maldini e Leonardo.
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