È un Maurizio Sarri sconsolato e preoccupato come raramente si era visto quello che analizza la sconfitta della sua Lazio. Le parole del tecnico fotografano una squadra scarica mentalmente prima ancora che fisicamente.
“Squadra triste e senza energie. C’è una situazione in cui tutti vedono un futuro nebuloso, anche chi scende in campo: questo toglie entusiasmo nel lavoro quotidiano e in qualche partita. Se volete alibi ve ne tiro fuori cento. Non dobbiamo darcene“.
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Difesa in affanno
Sarri punta il dito soprattutto sull’atteggiamento: “Quando non prendi i palloni vaganti è inutile parlare del modulo. La realtà è questa, inutile giustificarsi“. Nel prepartita aveva messo in guardia la squadra dal rischio di pensare già alla prossima sfida contro l’Atalanta: “Avevo detto che se avessimo giocato pensando alla prossima eravamo morti. Infatti, siamo morti“.
Il tecnico parla di energie mentali inferiori rispetto agli avversari, il Torino: “Nella fase difensiva siamo stati troppo blandi, le seconde palle le hanno prese tutte loro. Non siamo così passivi. È un segnale preoccupante“. Eppure, numeri alla mano, la Lazio ha chiuso con cinque palle gol contro le quattro del Toro. “L’assurdo è questo. Ma la sensazione era che dovessimo giocare venti minuti per riuscire a tirare“.
Motivazioni da ritrovare
Sarri invita a non fare drammi, anche perché tra 72 ore si torna in campo. La Coppa Italia resta un obiettivo, ma serve cambiare marcia: “Nel percorso abbiamo eliminato le finaliste della scorsa edizione e ora affrontiamo l’Atalanta. È un cammino difficilissimo“. Il tecnico riflette anche sul momento storico della squadra: “Ci sono stagioni in cui lotti per il primato, altre per salvarti, altre ancora per un ottavo-nono posto. Conta la mentalità“.
Nessun ritiro pre-Atalanta: “Se hai grandi motivazioni le trovi anche a un giorno dalla partita. Se non le hai puoi stare in ritiro un mese. Devono venire da dentro“.
I singoli e i cambi
All’intervallo fuori Ratkov e dentro Noslin per cercare maggiore vivacità: “Ma se la squadra non cambia atteggiamento, diventa inutile“. Sul fronte infortuni, Sarri chiarisce le condizioni di Maldini: “Non è un affaticamento, ma una tendinopatia al ginocchio“. Resta in dubbio.
Il messaggio finale
Il tecnico chiude con un richiamo netto: “La nostra situazione è questa, non ci sono alibi. Dobbiamo trovare forti motivazioni e stop. Solo una piccola riflessione sul perché siamo arrivati scarichi: era un pericolo che conoscevamo. Andava evitato“.
La Lazio ora è chiamata a reagire subito. Perché, come ha ammesso lo stesso Sarri, la sensazione più preoccupante non è il risultato, ma la perdita di energia e convinzione.
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