Dopo giorni di forti tensioni che hanno scosso gli equilibri del calcio internazionale,Infantino ha deciso di fare un passo indietro.Il presidente della FIFA ha ritirato il progetto FIFA Forward Enterprise, l’iniziativa che prevedeva la cessione di una quota dei diritti commerciali dei Mondiali maschili, femminili e della Coppa del Mondo per Club a investitori privati.
Dura la reazione dell’Uefa, che nei giorni scorsi aveva già esplicitato la sua posizione. Tramite un lungo comunicato l’Unione delle Federazioni calcistiche europee ha rimarcato il punto, accusando il presidente della FIFA di non aver tenuto fede alle promesse fatte nel 2016, accogliendo “con favore” la decisione di ritirare il progetto. “Non possiamo continuare così, conprogetti segretiportati avanti con tempistiche accelerati, architettati da individui senza volto e dai benefici dubbi per lo sport”, si legge nella corposa dichiarazione.
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In quest’ultima si richiede anche una riflessione “in stretta cooperazione con altre confederazioni” per “elaborare un piano volto a garantire che non possa ripetersi”. Poi l’affondo rivolto ad Infantino: “L’accordo squallido, concluso dietro le quinte e opaco che ha ordito e cercato di far passare con la forza è tutt’altro che trasparente”. Il comunicato si conclude mantenendo la linea della fermezza: “Il compito di ricostruire la fiducia nella Fifa è appena iniziato”.
Infantino: “Una natura tale da non essere più nell’interesse dell’obiettivo”
Il piano, presentato all’inizio della settimana, aveval’obiettivo di generare nuove risorse economiche per il movimento calcistico mondiale.Nelle intenzioni della FIFA, l’operazione avrebbepermesso di raccogliere centinaia di milioni di dollari e di portare la distribuzione complessiva alle 211 federazioni affiliate oltre la soglia dei 10 miliardi di dollari. Le federazioni che avessero aderito avrebbero inoltre potuto usufruire di un contributo facoltativo da 20 milioni di dollari.
L’iniziativa, però, haincontrato sin da subito, una forte opposizione.In prima linea si è schierata laUEFA,che ha manifestato il proprio dissenso arrivando aipotizzare il boicottaggio delle future competizioni FIFA. Alla posizione europea si sono poiunite anche le federazioni latinoamericane e asiatichee nonostante il sostegno in Africa, Infantino non è riuscito a ottenere il consenso necessario per portare avanti il progetto.Le dimissioni di Carlos Cordeiro, uno dei principali consiglieri del presidente FIFA,le critiche del direttore operativo Kevin Lamour,che ha denunciato una“grave mancanza di rispetto”nelle modalità con cui l’iniziativa è stata proposta,hanno solo amplificato una situazione che aveva già preso una linea definita.
Di fronte ad una spaccatura sempre più evidente, Infantino ha quindi annunciato il ritiro del piano, ammettendo che“ha creato divisioni di una natura tale da non essere piu’ nell’interesse dell’obiettivo”.
In un comunicato inoltre ha sostenuto che ilfocus principale resta quello di“unire e migliorare”il calcio mondiale, sottolineando la volontà di riaprire il dialogo con tutte le parti coinvolte per individuare nuove strategie di crescita.
La vicenda è arrivata dunque ad un epilogo inevitabile ma lascia aperti interrogativi sul futuro della leadership di Infantino. Il presidente, ora, dovrà ricucire i rapporti con diverse federazioni e affrontare una fase delicata della sua gestione, già segnata da altre polemiche recenti, tra cui lavicenda legata a Balogundurante ilMondiale 2026.
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