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Inchiesta arbitri, Rocchi va verso l’archiviazione: Procura di Milano spaccata sul caso

Il pm Ascione non ha firmato l'atto con il quale si tirano le somme dell'inchiesta in cui l'ex designatore arbitrale è accusato di frode sportiva per aver scelto arbitri graditi all'Inter per alcune partite. A non convincere il magistrato sono le conclusioni a cui è arrivato l'aggiunto Ielo, quindi si andrà probabilmente verso l'archiviazione

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Èstalloalla Procura di Milano sull’inchiesta sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali che vede indagata cinque persone, tra cui l’ex designatore dell’AiaGianluca Rocchi, sospettato difrode sportivain concorso con esponenti della societàInter” (anche se nessun tesserato della Beneamata risulta sotto indagine ndr).  

Il pubblico ministeroMaurizio Ascione, che domani saluterà il capoluogo meneghino per trasferirsi alla Procura europea (Eppo),non ha infatti ancora firmato l’atto con il quale si tirano le somme dell’inchiestaa cui ha iniziato a lavorare nel 2024. A non convincerlo è proprio la parte in cui si contesta all’ex giacchetta nera la designazione diarbitri graditi all’Inter per 4 partite.

Inchiesta arbitri, Ascione non condivide le conclusioni dell’aggiunto Ielo

Ad affiancare Ascione, dallo scorso giugno, c’è l’aggiuntoPaolo Ielo, che ha formulato il capitolo centrale dell’inchiesta e con cui sono emersedivergenze. Duque, l’indagine sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali si avvia versol’archiviazione, non avendo i giudici raccolto elementi sufficienti per dimostrare che le presunte pressioni abbiano alterato la regolarità delle partite oggetto dell’inchiesta. Al contrario, la parte che riguarda le ipotetiche bussate alla sala Var della serie A a Lissone, in Brianza, sembra destinata a finire sul tavolo della Procura di Monza, che dovrà valutare eventualiilleciti.

Gli atti finiranno inoltre alla giustizia sportiva, come espressamente chiesto dalla Procura federale della Figc, oltre che davanti allaCommissione parlamentare antimafia, a cui sarà affidato il delicato compito di verificare eventuali indebite infiltrazioni olegami con la criminalità organizzata.

Inchiesta arbitri, le partite sotto accusa

L’ipotesi di partenza da cui è partita la Procura di Milano è che le presunte pressioni di Rocchi abbianoalterato
la regolarità di alcune partite
. Per l’accusa l’ex direttore di gara avrebbe combinato – in concorso con altri soggetti non identificati – la designazione dell’arbitroAndrea Colombo,gradito all’Inter, per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025. Scena che si sarebbe ripetuta con la designazione dell’arbitroDaniele Doveriper la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter. Ciò sarebbe stato fatto per evitare che in un’eventuale finale e in successive partite di campionato fosse presente lo stesso direttore di gara, ritenutopoco apprezzato dai nerazzurri.

L’elenco delle partite contestate comprende anche Torino-Inter dello scorso aprile che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata diretta da un arbitro designato con ilpreventivo consenso del club milanese. Inoltre, Rocchi è accusato di averviolato il protocollo Var,in particolare in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025, bussando sulla porta della sala einducendo la chiamata all’On field reviewdell’arbitro Fabio Maresca per far assegnare un rigore all’Udinese. Presunte pressioni sugli arbitri di videoassistenza ci sarebbero state anche in occasione di Inter-Verona e Udinesee-Parma della stagione 2023-2024.

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