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Inchiesta arbitri, Gervasoni rompe il silenzio all’interrogatorio: “No manomissione audio VAR”

Quattro ore di interrogatorio a Milano. L'esperto Di Cintio frena: “non è una nuova Calciopoli"

3 Min di lettura

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sugli arbitri che sta scuotendo la Serie A. Il supervisore VarAndrea Gervasoni, tra gli indagati insieme a Gianluca Rocchiper concorso in frode sportiva,ha respinto con decisione una delle ipotesi più discusse: “Escludo al 100% una manomissione dell’audio della sala VAR”.

La dichiarazione arriva al termine di un lungo interrogatorio, durato circa quattro ore, presso la caserma della Guardia di Finanza di Milano. Al centro dei dubbi investigativi ci sarebbe un presunto “vuoto” di 50-60 secondinella registrazione relativa alla partita tra Inter e Roma.

Il nodo dell’audio VAR

Secondo alcune indiscrezioni, proprio quel segmento mancante avrebbe alimentato sospetti su possibili irregolarità nella gestione delle comunicazioni in sala VAR. Una ricostruzione che Gervasoni ha però smentito in modo netto, difendendo la regolarità delle operazioni.

L’indagine prosegue per chiarire eventuali responsabilità e verificare se vi siano state pressioni o anomalie nelle decisioni arbitrali.

Di Cintio: “Nessuna nuova Calciopoli”

Nel dibattito interviene anche Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo, che invita alla prudenza: “Non ci sono elementi per parlare di frode sportiva. Mi sembra una vicenda interna al mondo arbitrale”. Il legale esclude paragoni con Calciopoli: “Qui non sono coinvolti club o vertici federali. È giusto che la Procura indaghi, ma al momento non vedo elementi di dolo”.

Il ruolo degli arbitri e il VAR

Di Cintiosottolinea anche la complessità del lavoro arbitrale: “Il designatore deve scegliere non solo il più bravo, ma chi è in grado di reggere la pressione. L’arbitro è un essere umano e va tutelato”. Critico invece sull’utilizzo del VAR, ritenuto eccessivo: “Ha deresponsabilizzato i direttori di gara. Non si può tornare indietro, ma serve ridefinirne i limiti”.

Un’inchiesta ancora aperta

Il quadro resta in evoluzione. Mentre gli indagati respingono le accuse e gli esperti invitano a non creare allarmismi, la Procura di Milano continua il suo lavoro.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se il caso si ridimensionerà o se emergeranno elementi in grado di cambiare radicalmente lo scenario del calcio italiano.

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