Si è spento Igor Protti, loZardel calcio italiano, uno dei più grandi e talentuosi giocatori che siano approdati nella Serie A del nostro Paese. All’età di 58 anni, ilcapocannoniereha esalato l’ultimo respiro dopo una malattia improvvisa e brutale, che non gli ha lasciato scampo. Lo scorso 5 luglio era stato lui stesso ad annunciare la sua diagnosi, con parole semplici e cariche di speranza. “Mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite.È una partita durissima, so benissimo che si può vincere o perdere, ma ce la metterò tutta come sempre“, aveva scritto sui suoi canali social, annunciando al mondo la sua malattia.
Poco più di due mesi dopo, poi, è arrivata un’altra terribile notizia. Nonostante 8 cicli di chemioterapia e un’operazione per l’impianto della stomia, il calciatore non stava migliorando. “L’ospite ha deciso di far visita alle mie vertebre. Si parte con la radioterapia“, aveva scritto in un messaggio accompagnato da una sua foto su un letto di ospedale. Un peggioramento improvviso, che però non ha mai tolto a Protti la speranza di vincere anche quest’ultima battaglia, restando ancorato alla vita e ai suoi affetti.
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Il calciatore lascia dietro di sé una carriera straordinaria e il ricordo di un campione che del campo da calcio aveva saputo fare la sua casa. Con il ruolo di attaccante cucito addosso,Protti è stato l’unico giocatore in Italia ad ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A, con la maglia del Bari,in Serie B e in Serie C1con il Livorno. Nel corso della sua vita, ha giocato in totale 669 partite, con 257 reti.
Igor Protti, una carriera unica nel suo genere
Igor Prottiscopre il suo talento per il calcio da giovanissimo.La sua prima esperienza risale al 1984, quando entra nel Rimini, squadra della sua città, in serie C1. Un debutto straordinario che in poco tempo attira l’attenzione di altri dirigenti sportivi. Poco dopo, quando ancora non aveva compiuto 18 anni,viene acquistato dal Milan che poi lo cede in prestito al Livorno.

Nella squadra toscana rimane per tre stagioni. Nell’ultima partita del suo ultimo anno con il Livorno, Protti salva la squadra dalla retrocessione con un gol che resterà nella storia.Grazie al Messina esordisce in Serie B, segnando ben 31 goli in tre annie guadagnandosi l’affetto della tifoseria. Nel 1992, dopo la retrocessione del Messina in serie C1, passa al Bari. Proprio grazie ai pugliesi arriva in Serie A, dove nella stagione del 1994-95 segna il suo primo gol e anche la sua prima doppietta.
Nei successivi due anni c’è un vero e propriocaso-Protti, con l’attaccante che segna 24 gol che gli valgono il titolo di capocannoniere della Seria A, a pari merito con Giuseppe Signori. Proprio grazie a questo successo viene convocato in Nazionale per gli Europei del 1995 dal CT Arrigo Sacchi. Alla fine, però, viene lasciato a casa, in favore di altri nomi.
Nonostante i numerosi gol,il Bari retrocede e Protti viene venduto alla Lazio per 7 miliardi di lire. Dopo un solo campionato,viene ceduto al Napolidove sceglie il numero 10. Proprio con questo numero segnerà l’ultimo gol prima che la maglia venga ritirata in onore di Diego Armando Maradona. Nel 1999, Protti torna al Livorno, in Serie C1, e per due anni di seguito si conferma capo cannoniere.Alla sua prima stagione tra i cadetti con gli amaranto, Protti diventa capocannoniere della Serie B con 23 reti, riuscendo quindi a vincere il titolo in tutte e tre le classifiche.

Nel 2002, Protti annuncia il ritiro. I compagni e i tifosi riescono però a fargli cambiare idea.A 37 anni, quindi, Protti torna in serie A grazie ai 24 gol che segna nella stagione del 2003-04 con il Livorno. La sua ultima partita è Livorno-Juventus nella quale Protti segna l’ultimo gol della propria carriera e lascia la fascia di capitano a Cristiano Lucarelli.
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