Questione di giorni e laFigcannuncerà il nuovo Ct dell’Italia e nelle ultime ore è tornato prepotentemente il nome di Guardiola. La nuova direzione tecnica composta daMaldini e Leonardoè chiamata a risollevare le sorti della nostra Nazionale. Un prescelto per guidare l’Italia sarebbe anche pronto ed è l’ex campione del mondo Andrea Pirlo, ma il nuovo duo vuole aspettare e valutare tutte le opzioni percorribili.La primissima scelta è una: Pep Guardiola.
Il blitz a Barcellona per convincere il tecnico milgiore al mondo testimonia la volontà di prendere una scelta forte, di rivoluzionare un sistema che negli ultimi vent’anni non è stato capace di evolversi e che ha portato l’Italia a non qualificarsi alle ultime tre edizioni dei Mondiali. Che sia Pirlo o Guardiola una cosa è certa,Maldini e Leonardo sono pronti ad un cambio drastico del nostro sistema calcio.
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Guardiola o Pirlo? Due scelte opposte che portano ad una sola strada
La scelta di puntare su Andrea Pirlo, per quanto possa essere spiazzante, ha una sua logica.L’ex centrocampista ha avuto un primo impatto difficile come tecnico. Nel 2020 viene prima nominato allenatore della Juventus under 23, poi dopo l’esonero di Sarri è stato promosso in prima squadra. Pirlo nel suo esordio assoluto sulla panchina bianconera ha portato la Juve al quarto posto in classifca e alla vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana, un bottino che ai tempi fu giudicato troppo magro per laVecchia Signora.
Da quel momento in poi la sua carriera non è mai decollata: prima un esperienza in Turchia al Fatih Karagümrük, poi il periodo alla Sampdoria in Serie B, mentre attualmente è l’allenatore dello United DC negli Emirati Arabi Uniti, un incarico tutt’altro che stimolante a livello tecnico.
Non un gran biglietto da visita per la nostra federazione, ma c’è un dettaglio che forse ci sfugge.Le competizioni per Nazionali sono brevi e ciò che conta di più è creare un gruppo capace di performare in poche partite.Pirlo non ha una grande esperienza su panchine di livello ma abbiamo due esempi opposti di scelte simili negli ultimi anni.
Da una parteLionel Scaloni, che dopo aver fatto il viceallenatore al Siviglia nel 2017 è approdato sulla panchina della Nazionale argentina. Da quel momento l’Albiceleste ha vinto due Coppa America ed un Mondiale e ha raggiunto la finale nell’ultima edizione della Coppa del Mondo. Dall’altra parteLuis de la Fuenteche dal 2013 al 2021 ha dedicato la sua carriera alle giovanili della Spagna, prima di essere promosso come Ct della nazionale maggiore. Il bilancio del tecnico spagnolo è stato straordinario: un Europeo ed un Mondiale dominati.
Pirlo potrebbe incarnare una scelta nella stessa direzione intrapresa da Argentina e Spagna anni fa.Ma l’Italia ha le strutture e soprattutto il talento per poter difendere una scelta così azzardata? La risposta al momento è no. Proprio per questo la nuova direzione tecnica di Maldini e Leonardo sta prendendo del tempo per scegliere la nuova guida della Nazionale. Il tentativo per Guardiola è emblematico:Pep sarebbe il Deus ex machina in grado di sobbarcarsi un incarico così gravoso(vista la nostra storia recente) e di poter far tornare l’Italia dove è sempre stata.
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