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Gattuso si prepara all’esordio contro l’Estonia e risponde alle polemiche sulla sfida con Israele

Gennaro Gattuso ha parlato anche della sfida contro Israele, in programma il 14 ottobre a Udine, sfiorando anche un tema delicato come la guerra in Medio Oriente. “Sono un uomo di pace, e mi auguro che la pace possa tornare. Fa male al cuore vedere civili e bambini perdere la vita”, ha detto il neo CT azzurro. “Dopodiché, però, facciamo un altro mestiere"

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Sta per iniziare ufficialmente l’avventura diGennaro GattusodaCommissario Tecnico della Nazionale Italiana. I primi due impegni sulla panchina azzurra sono in programma venerdì 5 e lunedì 8 settembre, rispettivamente controEstoniaeIsraele, gare valide per lequalificazioni al Mondiale 2026.

Estonia è il primo avversario di Gennaro Gattuso da ct della Nazionale italiana

Nella sua prima conferenza stampa in avvicinamento alla partita, Gattuso ha fatto il punto sulla situazione della squadra, parlando innanzitutto dei disponibili a metà: “Scamaccaresta qui, ha fastidi al ginocchio ma voglio valutarlo da vicino.Donnarummadovrà sistemare alcune cose: farà le visite mediche e poi firmerà colManchester City. AncheTonalisarà gestito con attenzione. Gli altri stanno tutti bene”. Ha anche spiegato l’assenza diFederico Chiesadalla lista dei convocati: “Ho parlato con lui, mi ha detto di non sentirsi ancora al 100%”.

Il nuovo CT ha poi parlato del rapporto con i club: “Chiamo spesso i giocatori, ma il lavoro vero lo facciamo a Coverciano. Ringrazio le società per la collaborazione, non è scontato: penso all’Atalanta, che ci ha dato Scamacca anche non al 100%.Penso che in futuro troverò questo rapporto: non voglio mettere in difficoltà né i giocatori né i club”.

Gattuso si è mostrato carico e motivato per questa nuova esperienza della sua carriera: “Sono carico a molla, lo ero già dal primo giorno. Sento la responsabilità di chi ha indossato questa maglia. Paura? Mai. Tireremo le somme alla fine”. E sulla gara delGewiss Stadium di Bergamodi venerdì prossimo contro l’Estonia ha le idee chiare: “Servirannosacrificio e spirito di squadra, ma anche entusiasmo. Non dobbiamo avere panico. Quando loro hanno il possesso,bisogna essere bravi a farli sbagliare”.

L’ex centrocampista azzurro ha parlato del metodo di lavoro che ha impostato con il suo staff in vista dell’arrivo dei ragazzi a Coverciano: “Abbiamo preparato allenamenti tattici in modo diverso. Lo facciamo affinché non pesi ai ragazzi. E negli ultimi anni in ritiro si dorme al massimo una o due notti: i ragazzi non sono abituati a stare più tempo insieme. Non dobbiamo assillarli parlando solo di calcio, madevono stare bene insieme. Il tempo è poco, basta farsi capire e parlare in modo corretto. E soprattutto giocando da squadra per 90 minuti“.

La tanto “chiacchierata” sfida contro Israele

Gennaro Gattuso ha parlato anche della sfida controIsraele, in programma il14 ottobre a Udine, sfiorando anche un tema delicato come la guerra in Medio Oriente. “Sono un uomo di pace, e mi auguro che la pace possa tornare.Fa male al cuore vedere civili e bambini perdere la vita”, ha detto il neo CT azzurro.

Dopodiché, però,facciamo un altro mestiere. Il presidenteGravinasi sta impegnando per fare in modo che la partita si svolga in modo perfetto“. Gattuso ha aggiunto: “Israele è nel nostro girone, ci dobbiamo giocare, purtroppo c’è una guerra in atto e questo fa male”.

Sulla sfida contro la nazionale israeliana si è espresso anche ilsindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, in un’intervista alMessaggero Veneto: “Giocare ora sarebbe inopportuno“.Non fomentiamo le polemiche, non è proprio il caso“, premette. Però la sua idea è di rinviare per poi “recuperare” la partita Italia-Israele di calcio in programma il 14 Ottobre prossimo, per motivi legati all’ordine pubblico.

Il primo cittadino della città friulana ha ricordato cheuna petizione con oltre 20mila firmeè stata lanciata per chiedere lo stop alla partita, in segno di solidarietà verso le vittime civili del conflitto in corso. De Toni ha inoltre precisato che “Israele non è stato escluso dalle competizioni sportive internazionali, ma il contesto attuale richiede riflessione e sensibilità”.

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