Le parole di Claudio Ranieri a bordocampo prima dell’inizio di Roma Pisa hanno squarciato il“velo di Maya”: il futuro della Roma passa per scelte non condivise tra Gasperini e Ranieri. Il senior advisor ha rivelato cheGasperini sarebbe stato solo una delle possibili scelte tra cinque sei nomi selezionati dalla società, non confermando l’attuale tecnico come primissima opzione alla guida della Roma. Inoltre, la telenovela mercato che va avanti da agosto, è stata alimentata ancora una volta: Ranieri ha dichiarato che tutte le scelte su acquisti e cessioni dei calciatori sono state decise e condivise anche dall’allenatore.
Gasperini e Ranieri: alzare il tasso tecnico della squadra rispettando il fair play finanziario
La frattura sembra irrecuperabile, Gasperini e Ranieri non si parlano e al momento la presidenza resta immobile; secondo voci di Trigoria i due avrebbero avuto colloqui telefonici separati tesi a favorire un punto d’incontro: Ci si chiede: serve un Presidenza che ribadisce ad entrambi la fiducia per la prossima stagione. Il nodo è pratico: Gasperini lo ha dichiarato più volte chebisogna alzare il tasso tecnico della squadrasoprattutto in avanti per riuscire a esprimere a pieno le tante cose positive che quest’anno la squadra ha dimostrato in campo.
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C’è però un ostacolo che sembra insormontabile, il fair play finanziario. La Roma negli ultimi anni ha speso molto più di quanto abbia incassato, equest’estate sarà costretta a vendere almeno uno dei pezzi pregiati in rosa. Senza tanti giri di parole il sacrificato gira intorno a tre nomi: Svilar, Ndicka e Koné. I primi due permetterebbero una plusvalenza netta, essendo arrivati a parametro zero garantirebbero una plusvalenza di almeno 40-50 milioni di euro. Discorso a parte quello che riguarda Koné: il calciatore francese sarebbe quello più appetibile sul mercato internazionale e col mondiale alle porte il suo prezzo potrebbe schizzare alle stelle.
Questa estate la Roma andrà incontro ad unarivoluzione a livello di rosae tra i nomi indiziati di lasciare la Roma sono quelli con ingaggi altissimi: Zeki Çelik, Lorenzo Pellegrini, Stephan El Shaarawy ePaulo Dybala. Senza contare che anche Artem Dovbyk è sul piede di partenza e che Tsimikas ed Evan Ferguson torneranno rispettivamente a Liverpool e Brighton al termine dei relativi prestiti. La Roma nella prossima finestra di mercato dovrà investire in questi ruoli in maniera oculata e rispettando i rigidi paletti del fair play finanziario, che rappresentano il vero ago della bilancia per la prossima stagione.
Gasperini e Ranieri, la scelta giusta per il futuro della Roma
Ranieri aveva preso Gasperini per una motivazione molto chiara: “partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici“. Ma Gasp non sembra avere intenzione di fare un altro anno di“transizione”, anche se la qualificazione inChampions Leaguesembra ormai compromessa e senza quei ricavi sarà difficle completare la rosa secon quanto auspicato dall’allenatore. E su questo potrebbero dividersi le strade di Ranieri e Gasperini:il primo si dice pronto a farsi da parte per il bene della Roma(come già fatto in passato) e ilsecondo, sempre per il bene della Roma, vuole delle garanzie a livello di mercato per continuarea portare avanti un progetto che avrebbe almeno altri due anni da sfruttare.
Lo scenario che vedrebbe l’anno prossimoun diverso allenatore sulla panchina della Roma, è un’ipotesi da scongiurare. Gasperini è stato un importante investimento per la Roma, sia monetario che progettuale e come tale deve essere coltivato e sostenuto, anche perché sono 7 anni che la Roma non partecipa alla Champions League. E con l’allenatore piemontese lontano dalla capitale, invertire questo trend diventerebbe proibitivo. La Romaha cambiato 6 allenatori negli ultimi sei annie avere una guida stabile in panchina è un elemento imprescindibileper il suo futuro. A maggior ragione se hai in casa uno dei migliori allenatori degli ultimi 10 anni della Serie A. L’avvenire resta incerto, ma in questo aut aut tra Gasperini e Ranieri, la Roma dovrà riflettere molto prima di agire, per non restare nel vortice della mediocrità delle ultime sei stagioni.
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