Francia-Spagnaha raccontato di unapartita ricca di emozioni, sorprese e colpi di scena,iniziati già prima del fischio d’inizio, con lescelte sorprendenti arrivate dall’annuncio delle formazioni ufficiali. Deschamps ha, infatti, deciso di cambiare le carte in tavola, lasciando inizialmente in panchina Manu Koné, uno dei giocatori più convincenti di questo Mondiale etra i migliori nella sfida contro il Marocco.Al suo posto spazio a Tchouaméni, mentre nel reparto offensivo Barcola ha vinto il ballottaggio con Doué per completare il tridente.
Ma la vera sorpresa è arrivato sul terreno di gioco con una i Blues che nonostante i favori del pronostico hanno mostrato un volto ben lontano da quello migliore: poco brillanti, meno dominante, incapace di imporre la propria forza. Una squadra quasi bloccata dal peso delle aspettative. Dall’altra parte la Spagna ha giocato con leggerezza, coraggio e personalità, conquistando meritatamente il palcoscenico della serata.
Leggi Anche
Oyarzabal porta la Spagna sullo 0-1 e manda la Roja in vantaggio negli spogliatoi
Il fischio di inizio racconta di una gara delle grandi sfide, dove ogni giocata viene studiata e ogni errore può cambiare il destino della partita.La Spagna prende in mano il possesso, fa viaggiare il pallone con la solita pazienza e cerca di aprire la difesa francese affidandosi all’estro dei suoi giocatori di maggiore qualità.La Francia risponde con un attenzione con lo scopo di recuperare palla e verticalizzare immediatamenteverso un tridente capace di trasformare qualsiasi ripartenza in un’occasione da gol
Per oltre venti minuti regna un equilibrio sottile,quasi fragile, con le due nazionali che si rispettano, si studiano e si tolgono spazio a vicenda. L’unico vero brivido arriva con Mbappé che lanciato in profondità ha l’opportunità di colpire ma viene prontamente bloccato dal rientro perfetto della difesa che salva la Spagna e mantiene il risultato inchiodato sullo 0-0.
L’inerzia della gara cambia volto al 20esimo con Yamalche si avventa come un kamikaze su un controllo sbagliato di Digne conquistandosi un calcio di rigore pesantissimo.Dagli undici metri Oyarzabal è glacialecontro un Maignan che nonostante la nomina di pararigori non può fare niente.
La Francia prova a reagire con orgoglio, ma il gol sembra liberare definitivamente la squadra di De la Fuente.La Spagna continua a giocare con personalità e sfiora due volte il raddoppio.Prima Baena si presenta davanti al portiere ma viene fermato dal fuorigioco e, poi è ancora Yamal ad accendere la partita con una delle sue accelerazioni: salta l’uomo, mette un pallone perfetto al centro e Oyarzabal, disturbato da Upamecano, manca il bersaglio per questione di centimetri.
La Spagna, invece, cresce minuto dopo minuto trasmettendo la sensazione di una squadra consapevole della propria forza, capace di comandare il gioco senza perdere lucidità.
Pedro Porro spegne le speranze francesi
Nel secondo tempo Deschamps prova a cambiare il destino della partitainserendo Koné al posto di un Rabiot ammonito, allaricerca di quella scintilla capace di riaccendere una Francia che però sembra non riuscire più a ritrovarsi. I Bleus appaiono spenti, sfilacciati, lontani dalla squadra intensa e dominante che avevamo imparato a conoscere e al58esimo,il goal di Pedro Porro, su sponda perfetta di Dani Olmo, sembra chiudere definitivamente le speranze francesi.
ll tempo per provare a rimettere in piedi la partita ci sarebbe ancora, ma i Bleus sembrano aver accusato il contraccolpo. La squadra fatica a reagire e non riesce mai ad entrare davvero dentro una sfida che sembra scivolargli via minuto dopo minuto. Le loro stelle, quelle chiamate a trascinare la squadra nei momenti decisivi, appaiono spente e incapaci di lasciare il segno, mentre la Spagna continua a controllare ritmo e gioco con grande sicurezza.
E al 61esimo sarebbe potuto arrivare anche il colpo del definitvo ko, cancellato per posizione di fuorigioco.Mbappé, nonostante una partita passata in ombra è l’ultimo ad arrendersi e prova a ribellarsi al copione della serata, cercando di trascinare i compagni e riaccendere una squadra in difficoltà.L’occasione più grande, però, capita sui piedi di Doué, entrato al posto di Barcola, che vede la porta spalancarsi per riaprire la partita: ma Unai Simón, rientrato nei pali, compie un intervento decisivo e salva tutto, spegnendo l’ultima vera speranza francese.
E se, la spagna di De la Fuente incanta con le sue giocate e una supremazia che per tutta la partita non è mai stata davvero in discussione, dall’altra parte resta una domanda difficile da ignorare: come può una squadra capace di dominare il proprio percorsoal Mondialefino a questa notte, mostrando carattere, coraggio e identità, smarrire la propria identità proprio nel momento più importante?
© Riproduzione riservata













