La Francia ha senza alcun dubbio la rosa più forte di questoMondiale, ma si sa, con le figurine ci puoi riempire un album, per arrivare in fondo alle competizioni serve ben altro: organizzazione, spirito di gruppo e idee di gioco.I transalpini sono arrivati a questo mondiale come grandi favoriti, ma non pochi tra glia addetti ai lavori hanno mostrato qualche perplessità.
Tanto, forse troppo talento? I dubbi tattici della Francia di Deschamps
Il primo bersaglio delle critiche è stato Kylian Mbappè, accusato di accentrare troppo il gioco e di dialogare poco con i compagni. Le condizioni climatiche di certo non aiuteranno i francesi ad esprimere al meglio le proprie potenzialità, non contando la stanchezza di fine stagione che ha coinvolto diversi giocatori tra i rispettivi campionati e la Champions League.Resta il fatto che la convinzione che si era diffusa in Francia, dopo le due amichevoli di marzo vinte negli Stati Uniti contro il Brasile e la Colombia,adesso non c’è più: sono tanti gli scettici che danno la Francia fuori tra le papabili per la vittoria. La percezione di quello che aspetta Mbappé e compagni è cambiata, ma questo cambio di prospettiva fa gongolare il ct Deschamps.
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Durante le amichevoli di marzola Francia aveva mostrato un potenziale enorme e con i 26 convocati poteva schierare due formazioni equivalenti: Barcola, Mbappé e Dembélé in un tridente, Olise, Cherki, Doué dietro a Mateta in caso di 4-2-3-1; lasciando fuori un protagonista assoluto del nostro campionato come Thuram. Da allora Olise ha alzato ulteriormente i giri del suo motore e ha segnato tre reti nell’ultima amichevole, Dembélé ha firmato il gol decisivo per portare il Psg ai rigori e dunque per vincere la Champions, Cherki ha brillato nel City, Mateta ha segnato il gol finale sulla vittoria della Conference League del Crystal Palace.
Rimane il caso Mbappé, certamente tra i migliori al mondo, ma il momento non è così roseo, dopo aver chiuso la stagione con il Real senza titoli; là in avanti Dembélé sarà costretto a non giocare da falso nuove come ama al Psg, la grande concorrenza sugli esterni spinge in panchina Barcola e Thuram; in più il gioco è meno fluido, ci sono acciaccati (Saliba e Theo Hernandez) e molti hanno i muscoli appesantiti dalle tante gare disputate nel 2025-26.Una squadra tanto forte e talentuosa, quanto difficile da gestire e con insidie che non balzano subito all’occhio, anzi…
La Francia non è più la favorita: Deschamps si sfrega le mani
Una brutta gatta da pelare in casa transalpina. L’opinione pubblica rema contro, e non a caso L’Equipe oggi ne ha parlato a lungo.Ma Deschamps sembra preferire questo clima d’incertezza rispetto alla troppa sicurezza di inizio primavera.Così il ct può predicare umiltà, far leggere le critiche dei media e invitare i calciatori a tenere alta la guardia anche nel debutto mondiale contro il Senegal di martedì.
Didier è all’ultima grande chiamata con la Francia visto che al termine del Mondiale lascerà la panchina probabilmente a Zidane, e preferisce partire sottotraccia, rispetto ad avere tutti i riflettori addosso. I Bleus rimangono tra i favoriti, ma non sono più la squadra da battere, o almeno questo è il percepito. Deschamps sa come sfruttare questo momento e portare il vento a suo favore nel momento più opportuno, per provare ad alzare un trofeo che quattro anni fa è sfumato per una parata all’ultimo respiro, e che ha visto trionfare l’Argentina di Messi.
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