La corsa alla presidenza della FIGCentra nel vivo e parte subito nel segno diGiovanni Malagò. L’ex numero uno delCONI, in carica dal 2013 al 2025, è infatti il primo candidato ufficiale indicato dallaLega Serie Ain vista delleelezioni del 22 giugno.
18 club su 20 orientati su Malagò
I club del massimo campionato si sono compattati attorno alla sua figura, raggiungendo una larga maggioranza con ben18 preferenze su 20. Una scelta forte e anticipata, arrivata attraverso una raccolta firme e non tramite votazione formale, che rappresenta la volontà della Serie A di assumere un ruolo guida nel processo di rinnovamento del calcio italiano.
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Lazio e Hellas Verona contrari
Non tutte le società, però, si sono allineate.La Lazio, guidata da Claudio Lotito, ha espresso perplessità non tanto sul nome quanto sul sistema. Il presidente biancoceleste ha sottolineato la necessità di riformare l’impianto normativo, ancora basato sulla legge del 1981 sul professionismo, ritenuta ormai superata. Anche l’ Hellas Verona non ha aderito all’indicazione pro Malagò.
La mossa della Serie A arriva con largo anticipo rispetto alla scadenza per le candidature, fissata al 13 maggio, e punta a dare un segnale di unità e reazione dopo le recenti delusioni della Nazionale. Una strategia spiegata dalpresidente della Lega, Lorenzo Simonelli,che ha parlato della necessità di non perdere tempo e di avviare subito un confronto anche con le istituzioni.
LND pro Abete
Ma il fronte non è compatto a livello federale. DallaLega Nazionale Dilettanti, che detiene il 34% del peso elettorale,è arrivata la risposta di Giancarlo Abete. L’ex presidente federale ha annunciato la propria disponibilità a candidarsi, proponendo però un percorso diverso: prima un programma condiviso, poi la scelta del nome.
Si apre così una sfida politica e “sportiva” destinata a ridefinire gli equilibri del calcio italiano. Da una parte la spinta dellaSerie A verso Malagò, dall’altra la volontà delle altre componenti di far valere il proprio peso.
Ci si appresta quindi al voto di giugno con un esito che preannuncia tutt’altro che scontato.
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