A Gianni Infantino delle polemiche sul suo conto non interessa nulla e così ha deciso e comunicato che in vista delle prossime elezioni della Fifa, ad aprile 2027, si candiderà nuovamente, sebbene la Uefa abbia espresso malcontento nei suoi confronti.
“Il presidente della Fifa ha annunciato ad aprile che si ricandiderà alle elezioni del 2027. Naturalmente, nulla è cambiato”, ha rivelato il portavoce di Gianni Infantino, confermando l’intenzione dell’attuale presidente Fifa di ricandidarsi per il prossimo quadriennio.
Fifa, Infantino ignora le polemiche
Così il dirigente svizzero, al comando della Fifa dal 2016, sarà candidato nuovamente alla presidenza della Federazione internazionale delle associazioni di calcio in occasione del prossimo congresso, che si terrà in Marocco nel 2027.
Il piano di Infantino ha scatenato un’ondata di indignazione a livello globale, con la Uefa che ha minacciato di boicottare tutte le competizioni Fifa, compresi i Mondiali. Tra l’altro questa settimana la Fifa ha accusato la Uefa di una “campagna diffamatoria contro di essa e la sua dirigenza“.
Però, al momento, non sono ancora usciti altri candidati, nonostante molte voci portano al presidente della Concacaf, Victor Montagliani. Le candidature devono essere presentate entro il 18 novembre.
Gianni Infantino, chi è e perché è al centro delle polemiche
Gianni Infantino è il presidente della FIFA dal 2016, è un avvocato italo-svizzero con una lunga carriera nella governance del calcio internazionale. Negli ultimi anni è finito al centro di numerose polemiche, che hanno messo in discussione la sua leadership.
Su di lui sono diverse le contestazioni che riguardano soprattutto:
- Rapporti molto stretti con Donald Trump, considerati politicamente inopportuni. Ad esempio, Infantino ha consegnato a Trump il primo FIFA Peace Prize e gli ha regalato biglietti per il Mondiale per Club;
- Interferenze politiche nelle decisioni FIFA, come la sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun dopo una telefonata di Trump;
- Il progetto di privatizzare parte dei diritti commerciali della Coppa del Mondo, che ha provocato la dura opposizione di UEFA, Conmebol e diverse federazioni nazionali;
- Critiche sulla gestione dei Mondiali 2026, dall’allargamento a 48 squadre ai prezzi dei biglietti e ai problemi con i visti.
Nonostante ciò, Infantino insiste ed è convinto di candidarsi nuovamente e fare un altro mandato da presidente della Fifa.
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