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Domenico Tedesco sarà il nuovo allenatore del Bologna

Una scelta che va nella direzione già tracciata da Vincenzo Italiano, con l’idea di un calcio intenso, aggressivo e sempre propositivo. Tedesco nella sua carriera non si è mai legato ad un modulo di gioco predefinito passando più volte da una difesa a 4 ad una a 3 mantenendo però sempre un identità chiara

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Il Bologna apre ufficialmente un nuovo ciclo tecnico, dall’italiano si passerà al tedesco. Dopo due anni alla guida di Vincenzo Italiano, il club ha comunicato larisoluzione consensuale del contrattoaffidando la panchina a Domenico Tedesco. Il tecnico italo-tedesco approda così in Italia dopo un lungo percorso europeo che lo ha portato ad allenare tra Germania, Russia, Belgio e Turchia.

Una scelta che si inserisce in una linea di continuità tecnica più che di rottura: Tedescoè considerato uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama europeo, capace di coniugare intensità, organizzazione e idee moderne. Il suo arrivo sotto le Due Torri porta con sé anche una sfumatura personale, quasi simbolica: tra le sue passioni, infatti, c’è la musica di Lucio Dalla, figura profondamente legata alla città.

Domenico Tedesco, il nuovo volto del progetto rossoblù

La conferma arriva da Fabrizio Romano è Domenico Tedesco  il nuovo allenatore del Bologna. Una scelta che va nella direzione già tracciata da Vincenzo Italiano, con l’idea di un calcio intenso, aggressivo e sempre propositivo. Le squadre di Tedesco si riconoscono subito per il baricentro alto, il pressing organizzato e verticalizzazione immediata, evitando il possesso palla sterile.

La sua è una carriera costruita in fretta e attraversata da esperienze molto diverse, tra Germania, Russia, Belgio e Turchia. Dalle giovanili fino all’esordio sulla panchina dell’Erzgebirge Aue,il salto vero e proprio arriva con lo Schalke 04, dove porta la squadra fino al secondo posto in Bundesliga e allaChampions League. Poi Spartak Mosca, Lipsia, con la Coppa di Germania vinta nel 2022, quindi la nazionale belga e il Fenerbahçe, dove risultati importanti si sono alternati a esoneri e cambi di rotta.

Tedesco nella sua carriera  non si è mai legato ad un modulo di gioco predefinito passando più volte da una difesa a 4 ad una a 3 mantenendo però sempre un identità chiara. Un calcio che, per intensità e mentalità, ricorda da vicino quello di Italiano ma con una ricerca ancora più diretta della profondità e del ribaltamento immediato dell’azione.Resta soltanto da capire se sarà davvero l’uomo giusto per raccogliere l’eredità dell’ex allenatore rossoblù e dare continuità al progetto.

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