Coppa Italia, la Dea supera 3-0 la Juventus e vola in semifinale

L'Atalanta fa tris contro la Juventus e vola in semifinale di Coppa Italia. Nel prossimo turno sfiderà la vincente di Lazio-Bologna

3 Min di lettura

L’Atalanta annulla la Juventus con un netto 3-0 nei quarti di finale di Coppa Italia e conquista un posto in semifinale, dove incontrerà la vincitrice del match tra Lazio e Bologna.

La cronaca del match Atalanta-Juventus

I bianconeri partono bene, i primi 20′ la squadra di Spalletti è in partita e ha subito un paio di occasioni con Conceiçao, ma è bravo Carnesecchi a respingere entrambi i tiri e mantenere inviolata la sua porta. Al 25′ arriva l’episodio che cambia il match: fallo di mano in area di Bremer e calcio di rigore dopo un rapido check del VAR. Dal dischetto si presenta Scamacca, il numero 9 non sbaglia e porta in vantaggio la Dea: 1-0. La reazione della Juventus fatica ad arrivare e il primo tempo si chiude senza stravolgimenti con l’Atalanta davanti.

Nella ripresa Spalletti butta nella mischia il neoacquisto (nonché ex della partita) Jeremy Boga per cercare a tutti i costi il pareggio. Ma al 77′ i nerazzurri mettono a segno il raddoppio grazie a una discesa sulla destra di Zappacosta che pennella un traversone sul secondo palo per la zampata vincente di Sulemana: 2-0 a meno di venti minuti dalla fine. Nel finale all’85’ c’è tempo anche per il tris di Pasalic (entrato da poco più di un minuto), che chiude i conti con un diagonale destro che buca Perin. L’Atalanta vola meritatamente in semifinale, dove ad attenderla ci sarà la vincente tra Lazio e Bologna. Per la Juventus invece, il cammino nel torneo termina ai quarti.

Spalletti: “Sono stati più bravi noi”

Tanta la delusione per i bianconeri, soprattutto da parte del mister Luciano Spalletti che nel post-partita non ha cercato scuse: “Loro sono stati più bravi di noi nei momenti determinanti della partita, gli facciamo i complimenti perché giocano un buon calcio e sono squadra costruita bene“. Infine, sul rigore assegnato da Fabbri dopo il monitoraggio al VAR: “È rigore perché la tocca con la mano. Mi interessano altre cose, faccio un lavoro differente

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