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Caso tesseramento, Malagò: “C’è una regia politica”. Intanto la Serie B vola

Il presidente della FIGC respinge le accuse relative al "caso tesseramento" parlando di una regia politica, mentre la Lega Serie B registra numeri di forte crescita commerciale e presenta un piano di riforma per i vivai

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Non c’è pace per i vertici del calcio italiano. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, si trova nuovamente al centro del ciclone a causa del “caso tesseramento”. La Procura generale dello Sport ha infatti respinto la richiesta di archiviazione presentata inizialmente dalla procura della FIGC, riaprendo di fatto il fascicolo che mette in dubbio la sua candidabilità alla guida della Federcalcio per la mancanza del tesseramento formale nei quadri federali.

La reazione del Presidente FIGC Giovanni Malagò

Intercettato dai giornalisti all’uscita dall’assemblea di Lega Serie B a Milano, Malagò ha voluto ribadire una forte sicurezza e tranquillità istituzionale. “Sono sereno, credo che sarebbe sbagliato adesso raccontare tutta la storia ma mi sembra che la conoscano tutti molto bene”, ha esordito il numero uno del calcio italiano.

Di fronte alle domande sul rischio di ineleggibilità, Malagò ha minimizzato la portata giuridica della decisione della Procura: “Non sono preoccupato, ci sono precedenti assolutamente fin troppo evidenti di quella che è la storia”. Il presidente non ha però risparmiato una dura stoccata a quelli che ritiene i mandanti di questa operazione, parlando apertamente di manovre orchestrate fuori dai campi di gioco: “Una regia politica dietro questi nuovi attacchi? È qualche mese che si sono tentate strade diverse dalle dinamiche di consenso elettorale che ci sono state”.

Nonostante le turbolenze legali, Malagò ha voluto dimostrare di essere pienamente operativo, partecipando attivamente ai lavori con i club della serie cadetta su invito del presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin. Nel corso del suo intervento, ha tracciato le linee programmatiche per il rilancio del sistema calcistico nazionale, ponendo l’accento su una visione a lunghissimo termine che guarda oltre il 2032. Gli obiettivi cardine del suo mandato restano tre: ilrilancio dello staff tecnico, confermando il lavoro a pieno regime insieme a figure come Mancini, Ranieri e Zola. UnInvestimento massiccio sui giovani per restituire competitività internazionale all’Italia. E la Sostenibilità finanziaria, attraverso una politica di rigoroso controllo dei costi e la ricerca di nuovi flussi di ricavo.

Il ruolo propositivo della Serie B: riforme e il “Dossier Vivai”

A fare da eco alle parole del presidente della FIGC è stato lo stesso numero uno della Lega Serie B, Paolo Bedin, il quale ha ribadito la totale disponibilità della Lega cadetta nel porsi come una componente responsabile per guidare le riforme necessarie al sistema.

A questo proposito, Bedin ha annunciato che nelle prossime settimane verrà presentato un dossier ufficiale destinato alla FIGC. Il documento, che passerà prima al vaglio delle commissioni interne, si concentrerà su tre pilastri: li supporto concreto ai vivai nazionali, la valorizzazione del talento italiano e la tutela del percorso formativo dei giovani, partendo dalla ridefinizione del vincolo sportivo.

Durante i lavori assembleari, Bedin ha illustrato una fotografia statistica estremamente positiva delle prime tre giornate di campionato, evidenziando un calcio più spettacolare e corretto: sono calati drasticamente i provvedimenti disciplinari, con una media di sole 0,17 espulsioni e 3,90 ammonizioni a partita. Si è registrata una media di 2,67 gol a partita e circa 28 conclusioni verso la porta, numeri mai così alti negli ultimi cinque anni. Senza considerare che per la prima volta dalla stagione 2012/2013, si è segnato in tutte le partite disputate nei primi tre turni. Infine il minutaggio degli italiani scesi in campo ha toccato il 72%, mentre il tempo effettivo di gioco è aumentato di oltre 4 minuti rispetto allo scorso anno.

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