Sulla Stelvio di Bormio,nel giorno di San Valentino,Lucas Pinheiro Braathen ha vinto l’oro nello slalom gigante ai Giochi di Milano-Cortina 2026,regalando al Brasile, e a tutto il Sud America, la prima medaglia olimpica invernale della storia. Un’impresa che riscrive la storia dello sci alpino.
Braathen ha fatto la differenza già nella prima manche, chiusa con un margine ampio su Marco Odermatt. Nella seconda, su una neve segnata e sotto una fitta nevicata, ha gestito con maturità il vantaggio, fermando il cronometro sul tempo complessivo di 2’25”00.
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Alle sue spalle due svizzeri: argento a Marco Odermatt, ancora una volta costretto a inseguire il gradino più alto del podio olimpico, e bronzo a Loïc Meillard.Per l’Italia una giornata storta,con Alex Vinatzer, in corsa per il podio dopo la prima manche, che è uscito nella seconda; Giovanni Franzoni ha chiuso 24°.
Un oro che vale doppio
Il successo di Braathen non è solo tecnico, ma ha una grande importanza storica.Il Brasile, alla sua decima partecipazione ai Giochi invernali,non aveva mai conquistato una medaglia.Mai prima d’ora una nazione sudamericana aveva vinto un oro olimpico su neve o ghiaccio.
Nato a Oslo 25 anni fa, figlio di padre norvegese e madre brasiliana, Lucas Pinheiro Braathenaveva gareggiato per la Norvegia fino al 2023,vincendo la Coppa del Mondo di slalom speciale. Poi la rottura con la federazione norvegese per questioni legate alle sponsorizzazioni e la scelta di rappresentare il Brasile, il Paese della madre. Una scelta che all’epoca fece discutere, ma che oggi non lascia spazio alle critiche.
Le parole del campione dopo la vittoria
Dopo l’arrivo, il nuovo campione olimpico ha parlato con emozione, spiegando di aver sciato seguendo intuizione e cuore, senza pensare alla vittoria.“Volevo solo sciare come la persona che sono”, ha detto, ammettendo di non riuscire ancora a realizzare pienamente la portata del risultato.
Braathen ha poilanciato un messaggio che va oltre lo sport,dichiarando di sperare che la sua vittoria possa ispirare ragazzi di ogni provenienza a credere nei propri sogni, indipendentemente da ciò che indossano o dalle loro radici. Parole che riflettono la sua identità doppia, norvegese e brasiliana, diventata oggi un simbolo di inclusione e apertura.
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