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Tomba: “Battuta a Goggia? Alle Olimpiadi piace il gossip”

Alberto Tomba, ospite a Casa Italia a Cortina, si esprime sulle Olimpiadi 2026. Secondo il campione, Vonn non avrebbe dovuto partecipare alla Coppa del Mondo di Crans Montana. Rammaricato per il risultato di Vinatzer

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Le parole di un grande dello sci alpino pesano più di molte analisi tecniche. Perché chi ha vinto tutto sa riconoscere il confine sottile tra coraggio e rischio, tra ambizione e fragilità. Ospite a Casa Italia a Cortina, lo sciatore alpino, Alberto Tomba ha parlato con voce ferma ma attraversata dall’empatia del grave infortunio che ha colpito l’americana Lindasy Vonn domenica 8 febbraio. Le urla di dolore che hanno bucato le piste non si dimenticano.

E quindi il campione, senza girarci intorno, ha detto ciò che in molti pensavano ma pochi avevano il coraggio di dire: si sarebbero potute evitare. Secondo Tomba, la partecipazione di Vonn alla tappa di Coppa del Mondo di Crans Montana dello scorso 30 gennaio è stata un azzardo pagato a caro prezzo. Non una critica feroce ma il giudizio amaro di chi conosce il corpo, la fatica e il prezzo altissimo che lo sci impone quando si supera il limite.

Tomba e Goggia: nessuna frecciata solo ironia

Tomba ha poi voluto chiarire un altro punto divenuto virale nelle ore successive alla discesa libera femminile vinta da Sofia Goggia, bronzo olimpico. Si era parlato di una sua presunta frecciata alla campionessa nell’incontro post gara, di una battuta sulle “medaglie minori” rispetto ai suoi leggendari ori.

Il campione ha smentito con il sorriso di chi sa ridimensionare tutto. “Ho solo detto “carino questo bronzo. Dunque, nessuna arroganza, nessuna ombra, solo l’ironia di un uomo che ha fatto la storia e che non smette di tifare per chi oggi porta avanti il testimone.

L’affetto che non passa nemmeno dopo trent’anni

Visibilmente commosso, Tomba si dichiara stupito dal calore che ancora lo circonda dopo quasi 30 anni dal ritiro. E forse è proprio questo il segno dei veri campioni: non solo le vittorie ma la traccia lasciata nel cuore della gente.

Sulle Olimpiadi, l’ex fuoriclasse si dichiara ottimista. Aveva previsto venti medaglie per l’Italia ma oggi ritiene ce ne possano essere anche di più. Una fiducia che nasce dalla qualità degli atleti ma anche da quella silenziosa fame di vittoria che si avverte nell’aria.

La delusione della combinata maschile

Ma lo sport sa essere crudele. Dopo le gare di oggi il sogno azzurro nella combinata maschile si è infanto a pochi centesimi dal podio. La gara, disputata in coppia, prevedeva la somma dei tempi di un discesista e uno slalomista. Sebbene stamattina il primo posto di Giovanni Franzoni nella discesa libera abbia fatto ben sperare, il settimo del suo compagno Alex Vinatzer ha riportato gli italiani con i piedi per terra. Anche l’altra coppia della combinata non è salita sul podio, Dominik Paris e Tommaso Sala sono finiti quinti.

Vinatzer, carico di delusione e frustrazione ha dichiarato: “Sono un po’ in lutto, Giovanni si meritava la medaglia. Gli ho detto scusami, non sono riuscito a farti un regalo. Lui mi ha detto di non preoccuparmi, sa quanto è difficile lo slalom.” Una dichiarazione simbolo di ambizione ma anche di solidarietà sportiva Perché alle Olimpiadi non si scia solo per se stessi. Si scia per chi è accanto, per la squadra, per una bandiera. E quando il podio sfugge resta comunque qualcosa di prezioso: il rispetto, la dignità e la consapevolezza di aver dato tutto.

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