È morto il 1° maggio Alex Zanardi, uno degli sportivi più amati e straordinari della storia italiana. A darne notizia è stata la famiglia, al termine di una lunga battaglia durata sei anni dopo l’ultimo, gravissimo incidente. Se ne va così un uomo che non aveva mai smesso di lottare, diventando nel tempo molto più di un atleta: un simbolo globale di forza, coraggio e rinascita.
Chi era Alex Zanardi
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi aveva coltivato fin da giovanissimo la passione per i motori. Dopo gli inizi nei kart, arriva in Formula 1 nel 1991 con la Jordan, correndo poi anche con la Lotus. Senza risultati di grande rilievo nel Circus, trova la sua dimensione negli Stati Uniti, dove tra il 1996 e il 1998 domina la scena nella Formula Cart.
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L’incidente
La sua vita cambia per sempre il 15 settembre 2001, quando durante una gara al Lausitzring, in Germania, è vittima di un incidente terribile: perde entrambe le gambe e rischia la vita. È il primo grande spartiacque. Ma proprio da quel momento nasce il “secondo Zanardi”. Dopo una lunga riabilitazione, torna a competere, reinventandosi nel paraciclismo.
È qui che costruisce la sua leggenda sportiva: conquista quattro medaglie d’oro paralimpiche tra Paralimpiadi di Londra 2012 e Paralimpiadi di Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali. Parallelamente diventa volto televisivo, autore e testimone di una cultura sportiva fatta di valori e determinazione.
Ma il destino gli presenta un’altra sfida durissima il 19 giugno 2020. Durante una staffetta benefica in handbike, in Toscana, resta coinvolto in un nuovo, devastante incidente. Ricoverato in condizioni critiche, entra in coma e affronta un lunghissimo percorso tra interventi e riabilitazione. Riesce ancora una volta a sopravvivere, tornando lentamente alla coscienza nel 2021, protetto dall’affetto della moglie Daniela e del figlio Niccolò.
Negli anni successivi vive lontano dai riflettori, continuando la sua battaglia privata con la stessa tenacia che lo ha sempre contraddistinto. Fino all’ultimo, senza mai arrendersi.
Zanardi un’icona di resilienza
La sua scomparsa arriva in una data simbolica, la stessa in cui nel 1994 morì Ayrton Senna, altro mito delle corse. Ma l’eredità di Zanardi va oltre i numeri e i trofei: è una lezione di vita, un esempio di resilienza che ha ispirato milioni di persone.
Alex Zanardi non è stato solo un campione. È stato la dimostrazione vivente che anche dopo le cadute più drammatiche si può trovare la forza di rialzarsi. Sempre
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