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Report, Ranucci verso la sospensione? Settimana decisiva per il futuro del programma

Intanto esplode il caso sui costi: gli inviati contestano le cifre pubblicate da Il Tempo e annunciano querela. Il conduttore denuncia la diffusione di documenti interni Rai

9 Min di lettura

Il futuro diSigfrido Ranucci alla guida di Reporttorna al centro dello scontro in Rai. Secondo quanto riportato da Dagospia, ai vertici di Viale Mazzini si starebbe valutando unapossibile sospensione del giornalista dalla conduzione del programma di Rai3, con una decisione che potrebbe arrivare già entro la fine della settimana. Un’indiscrezione che, al momento, non ha trovato conferme ufficiali da parte dell’azienda e che si inserisce in una vicenda diventata sempre più complessa.

Sul tavolo non c’è infatti soltanto il destino del conduttore. Mentre si ragiona sull’eventuale formula da utilizzare per allontanarlo e sul nome di chi potrebbe prendere il suo posto, nelle ultime ore è esploso un secondocaso legato ai costi della trasmissione. Il Tempo ha pubblicato dati relativi alle somme sostenute per la produzione delle inchieste, immediatamente contestati dagli inviati di Report, che hanno annunciatoquerela. Ranucci, da parte sua, punta il dito sulladiffusione all’esterno di documentazione interna della Rai.

L’ipotesi sospensione e il dossier Lavitola

Secondo la ricostruzione di Dagospia, l’amministratore delegato della RaiGiampaolo Rossi starebbe cercando una soluzione per sostituire Ranuccievitando però che l’operazione venga interpretata come una rimozione politica. A pesare sulla posizione del conduttore sarebbero gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria che coinvolge Valter Lavitola e il parere elaborato dal Comitato etico Rai sul caso, consegnato all’amministratore delegato prima di Ferragosto, ma il contenuto della relazione rimane al momento riservato.

La questione sarebbe particolarmente delicata anche dal punto di vista politico. Una cacciata immediata rischierebbe infatti di alimentare ulteriormente le accuse del centrosinistra sulla cosiddetta “Telemeloni” e di trasformare Ranucci in un simbolo dello scontro con il governo, proprio mentre si avvicina una nuova stagione elettorale. Per questo, sempre secondo le indiscrezioni, tra le ipotesi maggiormente considerate ci sarebbe quella di unasospensione dalla conduzione, che consentirebbe ai vertici di presentare il provvedimento come una misura temporanea necessaria a fare chiarezza sulla vicenda Lavitola, anziché come una definitiva estromissione del giornalista.

Chi potrebbe prendere il posto di Ranucci

Parallelamente si sarebbe aperta la partita perl’eventuale successione.Tra i nomi circolati nelle scorse settimane ci sono quelli diMassimo Giletti e Antonino Monteleone,ma secondo Dagospia le loro quotazioni sarebbero in calo. La scelta di un giornalista considerato particolarmente gradito al centrodestra potrebbe infatti rendere ancora più difficile spegnere le polemiche intorno alla sostituzione di Ranucci.

Una possibilità sarebbe quella di puntare su una figura già appartenente alla squadra di Report, garantendo così una continuità con l’attuale impostazione del programma. Anche questa soluzione, tuttavia, presenterebbe alcune incognite legate agli eventuali sviluppi della vicenda Lavitola e alle inchieste realizzate dalla redazione. Prenderebbe quindi quota l’ipotesi di scegliere ungiornalista interno alla Rai ma esterno alla trasmissione. Una soluzione che permetterebbe a Viale Mazzini di affidarsi a una professionalità già presente nell’azienda e, contemporaneamente, di limitare le possibili contestazioni interne.

La Russa: “Report non va eliminato, ma va cambiato”

Non tutti nel centrodestra, però, sarebbero favorevoli a una gestione così prudente della vicenda. Secondo Dagospia, una parte della maggioranza vorrebbe imprimere un cambiamento più evidente al programma in vista dell’anno elettorale. A intervenire sul tema è stato anche il presidente del SenatoIgnazio La Russa,più volte finito direttamente o indirettamente al centro delle inchieste della trasmissione.“Report non va eliminato, ma va cambiato, perché non è possibile che le sue inchieste riguardino il Pd solo nell’1,5% dei casi”,ha dichiarato.

La Russa si è espresso anche sull’eventuale successore:“Non vorrei ce ne mandassero uno peggiore di Ranucci. Difficile, ma potrebbero trovarlo”.Immediata la replica del Movimento 5 Stelle:“La Russa vuole fare anche la scaletta del programma, decidere quando va in onda e magari condurlo? Dimentica però che è FdI a fornire vagonate di materiale per le inchieste”.

Scoppia anche il caso sui costi di Report

Alla battaglia sul futuro della conduzione si è aggiunta nelle ultime ore una seconda polemica.Il Tempo ha pubblicato una ricostruzione dei costi sostenuti per la squadra e per la realizzazione delle inchieste di Report,evidenziando un aumento della spesa complessiva nelle ultime stagioni. Secondo i dati riportati dal quotidiano, le somme considerate sarebbero passate da poco più di 2,2 milioni di euro nella stagione 2022-2023 a circa 2,9 milioni nel 2024-2025.

Il Tempo ha riportato anche importi riferiti ai singoli giornalisti e autori, con cifre che in diversi casi supererebbero i centomila euro e, per alcune posizioni, raggiungerebbero valori ancora superiori. È però proprio sulla natura e sull’interpretazione di queste somme che è scoppiato lo scontro.Gli stessi dati, infatti, non vengono riconosciuti dagli inviati come semplici retribuzioni personali.Una distinzione fondamentale che ha portato la redazione a reagire pubblicamente poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo.

Gli inviati annunciano querela: “Cifre false e scorrette”

La squadra di Report ha respinto con forza la ricostruzione. In una nota diffusa dall’Ansa, gli inviati parlano di una “campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report” e accusano Il Tempo di avere pubblicato“cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi”.

I giornalisti hanno quindi annunciato querela nei confronti del quotidiano e “di tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate”.Secondo la versione fornita dalla redazione, le somme indicate non rappresenterebbero infatti gli stipendi individuali degli inviati, ma comprenderebbero anche i costi necessari alla produzione dei singoli servizi.

Molti dei giornalisti lavorerebbero come autonomi con partita Iva e, sulla base del modello produttivo della trasmissione, sosterrebbero direttamente le spese legate alle inchieste: trasferte, montaggio e altri costi necessari per servizi che possono richiedere mesi di lavoro. “Le somme pagate per i servizi giornalistici vanno dunque solo in parte a pagare i compensi dei giornalisti, una gran parte copre le spese di produzione già sostenute dagli inviati”, precisa la nota.

La redazione rivendica inoltre proprio questo modello come uno degli elementi che permetterebbero di contenere la spesa. Secondo gli inviati, Report avrebbe un costo di circa 150mila euro a puntata e sarebbe la trasmissione di approfondimento meno costosa della prima serata Rai, mentre altri programmi della stessa fascia arriverebbero, secondo quanto sostenuto nella nota, a costare il doppio.

Ranucci: “Grave la diffusione di un documento interno”

Nello scontro è intervenuto direttamente anche Sigfrido Ranucci,che ha sollevato un problema diverso: l’origine della documentazione arrivata a Il Tempo. Il giornalista ha definito“grave”la diffusione di un“documento interno strategico per l’azienda”,sottolineando come siano state rese pubbliche informazioni relative ai costi di una delle produzioni di punta della Rai.

Ranucci ha annunciato quindi un nuovo passaggio: “Presenteremo denuncia anche al comitato etico su chi in Rai abbia fornito al Tempo tale documentazione sensibile”. Una circostanza che rende ancora più intricato il caso, considerando che proprio il Comitato etico Rai ha concluso l’istruttoria sulla vicenda Ranucci-Lavitola e il 13 agosto ha consegnato la propria relazione all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Il documento, però, non è stato reso pubblico.

Insomma il caso si muove dunque contemporaneamente su più fronti. Da una parte ci sono le indiscrezioni sulla possibile sospensione di Ranucci e la ricerca di un eventuale nuovo conduttore; dall’altra è esploso lo scontro sui costi del programma, con gli inviati pronti a portare la vicenda in tribunale. A questo si aggiunge il problema della diffusione di documentazione interna sollevato dallo stesso Ranucci. Per ora, sul futuro della conduzione manca ancora un annuncio ufficiale della Rai. Secondo Dagospia, però, una svolta potrebbe arrivare già entro la fine della settimana.

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