Raz Deganha risposto alle accuse che in questi giorni stanno circolando contro di lui. L’ex modello è accusato di violenza privataa seguito di un episodio accaduto con un elettricista che gli stava sistemando casa.
Oggi, a distanza di giorni,l’ex modello ha deciso di rispondere sui social alle accuse,sottolineando che la notizia è stata ‘pompata’ dai giornali.
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“Cari amici, non riconosco nulla delle accuse riportate sui giornali in questi giorni. I fatti sono stati piegati fino a diventare una sceneggiatura di fantasia. Maho piena fiducia nella giustizia: è lì che la finzione tornerà a essere realtà.Nel frattempo continuo a lavorare accanto a professionisti stellari in progetti dedicati al benessere e alla crescita personale, a beneficio di chi ha scelto di credere nel percorso che stiamo
costruendo”,così ha scritto sui socialRaz Degan.
Raz Degan, cos’era successo
Raz Deganè finito al centro di un procedimento penale dopo la denuncia presentata da un elettricista che aveva svolto alcuni lavori nel trullo dell’attore, situato nelle campagne tra Ostuni e Cisternino. Secondo quanto riportato dalle fonti locali, Degan è accusato di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La vicenda risale al 31 luglio 2024, quando tra i due sarebbe scoppiata una discussione legata ai lavori eseguiti nell’abitazione.
Secondo l’accusa, durante il diverbioDegan avrebbe strappato dalle mani dell’imprenditore il cellulare e le chiavi dell’auto, impedendogli di allontanarsi. L’uomo avrebbe poi accusato un malore e richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, presentando denuncia subito dopo. La presunta vittima si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Pierpaolo Argentiero.
Il Tribunale di Brindisi ha disposto la prosecuzione del giudizio all’esito dell’udienza predibattimentale, ritenendo necessario approfondire la dinamica dei fatti e le responsabilità dell’attore.La prima udienza è fissata per il 2 ottobre, quando verranno ascoltati i testimoni e valutati gli elementi raccolti dagli inquirenti. La vicenda, che intreccia rapporti professionali deteriorati e presunte condotte coercitive, resta al centro dell’attenzione mediatica in attesa dell’avvio del dibattimento.
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