Sigfrido Ranucci ha risposto alla trasmissione Filorosso che ieri ha dedicato ampio spazio al caso Lavitola. In studio tre testimoni: Alberto Nerazzini, ex collaboratore di Report, il commercialista Gian Gaetano Bellavia e lo storico inviato di di Report, Giorgio Mottola (che era in pole position per la conduzione).
Dura la replica di Sigfrido Ranucci: “Mi hanno riferito che ieri sera la trasmissione Filorosso ha ospitato, oltre a una serie di falsità sul caso Lavitola, anche le dichiarazioni di Alberto Nerazzini, di Gian Gaetano Bellavia e di Giorgio Mottola. Alberto Nerazzini ha detto che non sono un giornalista di sinistra e che gli avrei censurato tre inchieste. Premesso che, come giornalista, sono e devo essere libero di fare inchieste anche sulla sinistra, quanto afferma Nerazzini è falso. Non ho mai censurato nessuno, anzi ho difeso ogni prodotto dei miei inviati, qualsiasi partito coinvolgesse: pago anche per questo”.
Secondo il conduttore da lui sono state dette tante falsità: “Non ho acquistato un’inchiesta di Nerazzini che aveva al centro le dinamiche che riguardavano una palazzina milanese, perché la Rai, da contratto, l’aveva già pagata. Da dirigente, ho evitato che la vicenda potesse mettere nei guai sia la Rai sia lo stesso Nerazzini. Di questo ho prove e testimonianze”.
Ranucci attacca Giorgio Mottola
Successivamente c’è stato un riferimento a Giorgio Mottola, storico inviato della trasmissione, che in teoria doveva prendere il suo posto alla conduzione. Sebbene si è sempre detto che tra i due ci fosse un ottimo rapporto, le dichiarazioni del conduttore oggi dicono tutt’altro.
Ranucci attacca: “Mottola ha sostenuto che il mio doppio ruolo, di autore e conduttore, avrebbe creato problemi, di certo non a lui. Premesso che si tratta dello stesso ruolo che per vent’anni ha ricoperto magnificamente Milena Gabanelli. Mottola ha ricordato l’esistenza di una direttiva dell’ex direttore generale Luigi Gubitosi, che vieta a un direttore di autoassegnarsi la conduzione. Mottola non sa di cosa parla: quella direttiva si ispirava a un principio sacrosanto, cioè che un direttore non può usare la propria posizione per procurarsi vantaggi economici autoassegnandosi una conduzione. Nel mio caso è accaduto l’opposto: nel 2016 sono stato nominato conduttore dalla direttrice di Rai 3, Daria Bignardi, e nel 2020 da Franco Di Mare, vicedirettore ad personam. E comunque a Mottola, tutto questo non sembra aver arrecato alcun problema: è andato in onda liberamente più volte, anche con inchieste che mi sono costate attacchi durissimi da parte della politica”.
Ranucci quindi sferra un altro colpo e parla di compensi: “Non gli è andata male nemmeno sul piano economico, visto che è arrivato a incassare circa 330mila euro l’anno vendendo le sue inchieste (costi di montaggio e trasferte compresi nel prezzo): la cifra più alta tra tutti gli inviati”.
Ranucci, la delusione per Bellavia
Nei confronti del commercialista Bellavia, invece, Sigfrido Ranucci sembra più che altro deluso: “Ha chiesto a Mottola di fare un’inchiesta su di me, una volta chiarita la vicenda Lavitola. Ben venga. Dopo l’attentato, leggendo l’ordinanza, abbiamo scoperto che io e tutti quelli che mi erano vicini siamo stati intercettati. Tra gli atti, Bellavia potrà scoprire con quanta forza mi sono battuto contro i tentativi di censura per difendere lui e il suo spazio dalle accuse di spionaggio mosse dai giornali di Angelucci, comprese quelle rivoltegli in trasmissione da Luca Barbareschi. E con quanta forza mi sono battuto anche per realizzare l’inchiesta più completa possibile sul suo caso, contrariamente a quanto gli hanno fatto credere. È tutto agli atti”.
Insomma, il conduttore ancora una volta non le manda a dire e sembra che si stia inimicando tutte le persone che prima facevano parte del suo stesso schieramento e che adesso pare non vogliano tendergli più una mano.
Ranucci, la replica di Antonino Monteleone
La risposta da parte di Antonino Monteleone – conduttore di Filorosso– non è tardata ad arrivare. “C’è serenità diciamo“, ha scritto. Insomma, “il bue che dice cornuto all’asino”, mentre aumentano le divisioni e gli scontri, Ranucci aspetta solo il responso del giudice del lavoro per scoprire se potrà rientrare alla conduzione di Report oppure no.
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