Mentana e Fagnani, due dei volti più riconoscibili della televisione italiana, potrebbero presto trovarsi davanti a un bivio professionale. Se per le rispettive aziende tutto potrebbe continuare senza particolari scossoni, sarebbero proprio i due giornalisti a guardarsi intorno e a interrogarsi sul prossimo capitolo delle loro carriere. A ricostruire scenari, trattative e tensioni è Dagospia, secondo cui entrambi si troverebbero oggi in una sorta di “limbo” televisivo.Mentana, 71 anni, è legato a La7 fino al prossimo 31 dicembre, mentre l’esclusiva di Fagnani con la Rai dovrebbe arrivare fino alla primavera del 2027.
Francesca Fagnani e il futuro di Belve
Le prime indiscrezioni sul possibile futuro lontano dalla Rai di Francesca Fagnani erano circolate già nei mesi scorsi. Dagospia il 4 luglio aveva parlato di un programma in bilico, proprio mentre la Rai confermava “Belve” nei nuovi palinsesti. A fine agosto, poi, Adnkronos aveva riferito che la giornalista avrebbe inviato già a giugno una lettera ai vertici Rai chiedendo lo scioglimento anticipato del proprio contratto.
Al centro della questione ci sarebbe innanzitutto il futuro di “Belve”. Dopo anni di interviste e numerosi nomi di primo piano passati dallo studio, per Fagnani sarebbe diventato sempre più complicato individuare ospiti abbastanza forti da sostenere il programma: molti sono già stati intervistati, mentre altri avanzerebbero richieste economiche particolarmente elevate.
Proprio per questo, secondo la ricostruzione di Dagospia, la conduttrice avrebbe accolto favorevolmente la proposta del direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini di prendere in mano “Chi l’ha visto?” dopo Federica Sciarelli. Un’operazione che, però, avrebbe incontrato resistenze interne alla Rai. Tra i contrari ci sarebbe Stefano Coletta, direttore della Distribuzione Rai. Il passaggio di Fagnani su Rai3, infatti, rischierebbe di comportare una riduzione drastica o addirittura la cancellazione di “Belve” da Rai2, rinunciando così a un format capace di garantire risultati importanti anche dal punto di vista pubblicitario.
E nel mentre sono poi circolate indiscrezioni su un possibile futuro a Mediaset. A favorire le voci c’è il rapporto tra Fagnani e Maria De Filippi, arrivata eccezionalmente anche nello studio di “Belve”. Al momento, tuttavia, il contratto che lega la giornalista alla Rai fino al 2027 renderebbe qualsiasi scenario alternativo ancora prematuro. Prima bisognerà capire cosa accadrà alla prossima stagione di “Belve”, indicata nei palinsesti con partenza il 20 ottobre.
Dagospia non esclude neppure uno slittamento, legato sia alla ricerca e alla contrattualizzazione degli ospiti sia ad alcune questioni produttive. Dopo la rottura con Fremantle Italia, società che ha prodotto il programma, Fagnani vorrebbe infatti affidarsi a Lorenzo Mieli e Mario Gianani, ex Fremantle e fondatori della casa di produzione Our Films.
Mentana dice addio a La7?
Ma il futuro professionale di Enrico Mentana non sarebbe da meno. Dopo sedici anni alla guida del TgLa7, il contratto del giornalista scadrà alla fine del 2026 e questa volta, sostiene Dagospia, dietro le incertezze non ci sarebbe il tradizionale confronto economico con Urbano Cairo. A pesare sarebbero soprattutto le tensioni con Andrea Salerno, alla guida di La7. Un rapporto ormai complicato che potrebbe spingere Mentana a chiudere una lunghissima esperienza iniziata nel 2010.
Per Cairo si aprirebbe così un problema non secondario: individuare il successore di un direttore che negli anni ha costruito il telegiornale quasi interamente intorno alla propria figura, diventandone non soltanto il volto principale ma anche il tratto distintivo. Tra i nomi circolati nelle ultime settimane c’è quello di Giovanni Floris. Il conduttore di “DiMartedì”, tuttavia, non sarebbe particolarmente attratto dalla possibilità di prendere il posto di Mentana. Non soltanto per gli impegni già legati al suo programma del martedì sera, ma anche perché ereditare un Tg costruito per sedici anni sull’identità del suo predecessore significherebbe inevitabilmente confrontarsi con paragoni continui, anche sul fronte degli ascolti.
E Mentana, invece, dove potrebbe andare? Dagospia riassume l’incertezza con una battuta: “Ma Chicco, Chicco, dove va?”, per poi rispondere: “Chicco, non lo sa”. Tra i progetti di cui si è discusso c’è quello di una sorta di “CNN italiana”, alla quale Mentana avrebbe lavorato su commissione dell’imprenditore greco Theodore Kyriakou. Un’operazione molto ambiziosa, con costi stimati tra i 25 e i 30 milioni di euro l’anno, della quale però negli ultimi tempi si sarebbero perse le tracce. Un progetto, peraltro, chiamato a inserirsi in un mercato già occupato da tre canali all-news: RaiNews24, Tgcom24 e Sky TG24.
Sembra invece essersi raffreddata l’ipotesi di un ritorno a Mediaset al posto di Mauro Crippa, dal 1998 figura centrale dell’Informazione e della Comunicazione del gruppo. Secondo Dagospia, anche l’eventualità di un ruolo da consulente non sarebbe particolarmente gradita a Mentana. Nelle ultime ore sarebbe emersa infine un’altra pista: possibili interlocuzioni con Sky Italia. Per il momento, tuttavia, non ci sarebbero elementi sufficienti per parlare di un approdo concreto.
Fagnani e Mentana si trovano quindi davanti a due partite diverse ma, per ora, accomunate dallo stesso punto interrogativo. Lei deve sciogliere il nodo del rapporto con la Rai e capire quale futuro dare a “Belve”; lui deve decidere se chiudere davvero, dopo sedici anni, il lungo capitolo La7 e soprattutto quale strada imboccare dopo il Tg. Come sintetizza Dagospia, “sia il Chicco che la Chicca sono in un limbo”.
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