Fiorello critica la tv moderna: “E’ tutto un copia e incolla”

Al salone del libro di Torino, Fiorello si è lasciato andare con ironia ad una dura critica alla tv moderna. Secondo lui oggi manca la voglia di sperimentare

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Dura critica da parte diFiorellocon Aldo Grasso, i due ospiti al Salone del Libro di Torino ne hanno approfittato per fareuna riflessione sulla tv di oggiche spesso tende ad essere ripetitiva e tende a riproporre certi programmi che ormai hanno una storia ventennale. Secondo lo showman si è persa la voglia di sperimentare e il suo riferimento è in primis verso la Rai che è stata la patria del cambiamento, del varietà e dell’innovazione ma che non è stata capace più di proseguire verso quello story line.

SecondoFiorelloc’è bisogno di voglia di fare e anche di sbagliare, ma ormaila tv è commerciale, rincorre i social, si cerca di andare dietro ad un pubblico che dopo 5 minuti si annoia e prende il telefono o fa zapping.Questo è il terrore costante di chi fa tv eFiorello critica questo atteggiamento, servo dei social, poco intraprendente, corrente contraria rispetto a ciò che ha sempre fatto la Rai.

Fiorello: “Tutti gli anni gli stessi programmi”

“È da almeno vent’anni che in tv, tra Rai e Mediaset, ci stanno riproponendo sempre gli stessi programmi. Il palinsesto del prossimo anno è uguale a quello di quest’anno. Tutti gli anni gli stessi programmi: ‘Ballando con le Stelle’, gli ‘Amici’ di Maria, poi arriverà ‘Tale e Quale’ e poi quelli ‘tali e quali’ e infine ci salverà Sanremo…” ,cosìFiorelloal Salone del Libro, anticipando chei palinsesti del 2026- 2027 si preparano ad essere molto simili a quelli di quest’anno.

Poi rivela che in molti gli chiedono di fare qualcosa di nuovo: “Io ci provo e infatti faccio cose per diversificare. Guarda caso ho fatto un programma alle sette del mattino. Cerco almeno di non fossilizzarmi sui miei successi”.Quindi poi l’invito:“Noi siamo la Rai. La Rai del grande varietà, della seconda serata sperimentale, dei programmi che rischiavano: la Rai di Renzo Arbore o di Piero Chiambretti, dei grandi autori capaci di trasformare il sabato sera in rito nazionale”.

Secondo lui in parte è colpa dei social, la tv teme di essere superata da TikTok: ‘‘Oggi siamo frammentati. Non esiste più il rito collettivo.Non puoi fare un monologo di dodici minuti: dopo un minuto cambiano canale o scorrono via su TikTok.Siamo tutti veicolati dai social”.

Con l’occasioneFiorelloha ribadito che ‘‘il morboso viene spalmato dal mattino alla sera” e non poteva mancare il riferimento al caso Garlasco che è in televisione a qualsiasi ora della sera. Secondo il conduttore c’è bisogno anche di nuovi volti e nuove idee, “tra qualche anno verrò col girello”,ironizza. Ma ancora una volta lo showman con umiltà e verità segnala quantoil cambiamento sia importantee come sia il primo a volerlo. La sua è una critica, avvolta da ironia, ma difficile da non condividere.

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