Stasera partirà l’Eurovision che quest’anno si volgerà a Vienna. Ma questa edizione è particolare poiché diversi Paesi hanno deciso di boicottare l’evento perché non è stata accolta la loro proposta:impedire a Israele di partecipare. Secondo alcune emittenti televisive, dato che la Russia è esclusa dalla competizione da 4 anni, a causa di ciò che succede dal punto di vista politico, andrebbero presi gli stessi provvedimenti contro Israele. Ma quando le varie emittenti si sono riunite, per maggioranza, si è scelto di non escludere il Paese che quindi parteciperà all’Eurovision, dopo che lo scorso anno si è anche classificato secondo, rischiando di vincere la competizione.
Mentre tutti gli altri Paesi (sono 35) hanno deciso comunque di partecipare,Slovenia, Islanda, Olanda, Irlanda e Spagna (che è una delle big six) boicotteranno l’evento, convinti del proprio credo politico. In questo contesto si sviluppa questa edizione che non sarà esente dalle polemiche eGabriele Corsi, che in Italia lo conduce da 6 anni, conosce perfettamente quante cose siano cambiate in questo periodo. Ci vuole consapevolezza e verità, sostiene il conduttore che da anni è ambassador Unicef per Gaza e sa bene qual è la situazione attuale a livello socio- politico. Secondo lui non vanno chiusi gli occhi e far finta di niente, ma con verità va raccontato ciò che sta succedendo e la televisione può essere un ottimo mezzo.
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Durante la conferenza stampa dell’Eurovisionche si è tenuta a Roma qualche giorno fa,Gabriele Corsici ha detto:“Io ho deciso e ho accettato di condurre perché penso che uno a casa debba sapere quello che succede e debba raccontare quello che sta accadendo. È un dato di fatto importante, nascondersi non serve, è un elemento che contraddistingue questa edizione e anche le edizioni passate. Io penso che il ruolo di chi commenta sia raccontare esattamente quello che sta succedendo e restituire l’atmosfera e anche le eventuali critiche o i dissensi.Quello che non possiamo fare è mettere la testa sotto la sabbia.Dobbiamo stare lì, secondo me, aprire il dialogo e anche la critica, altrimenti se stiamo tutti a casa nessuno potrà più esprimere una posizione contraria o altre posizioni”.
Gabriele Corsi ed il futuro in Rai
Lo scorso annoGabriele Corsi era ad un passo dalla conduzione di Domenica In, ma all’ultimo, dopo che era stato già annunciato in maniera ufficiale, il suo affiancamento a Mara Venier è saltato. Abbiamo fatto notare al conduttore che la Rai, affidandogli nuovamente la conduzione dell’Eurovision, dimostra come voglia continuare ad investire su di lui. Ma quindi c’è un’altra possibilità di rivederlo alla domenica pomeriggio?
Su ciò ammette che è ancora tutto incerto: “Siamo in una zona un po’, diciamo, siamo in grande anticipo. Tanti progetti, tante chiacchierate, chi lo sa, vedremo”.
Eurovision, l’importanza della musica e della partecipazione
Gabriele Corsiè pronto a condurre questa edizione con estrema consapevolezza, come anche Sal Da Vinci che ha deciso di partecipare non appena ha vinto Sanremo: “Questa è una questione di musica, non di politica. Rispetto chi vuole boicottare maper me la musica è portatrice di pace, è inclusione, un palcoscenico per l’eternità. La musica non c’entra niente con la politica”.
E a proposito ancheElettra Lamborghini, che affiancherà Corsi alla conduzione, ha detto: “Chapeau a chi decide di non partecipare per queste ragioni, perché potrebbe essere un trampolino di lancio per un artista”.
Anche la Rai, che ha votato in sede Ebu a favore della partecipazione di Israele, è convinta che questo palcoscenico sia un’opportunità per diffondere musica e pace. Questa sera partirà l’Eurovision 2026con la prima semifinale, poi la seconda si terrà il 14 e la finalissima ci sarà sabato 16 maggio, alla qualeSal Da Vinciè già classificato.
Dunque, non resta che collegarsi questa sera alle 21 su Rai2 per seguire la prima esibizione del nostro portabandiera. Con consapevolezza, ma anche con tanta allegria, parte l’Eurovision che vuole raccontare come l’Europa (e non solo) riesca ancora ad essere unita. Per qualche ora non si penserà alle guerre con cui i potenti devastano i popoli, ma si rifletterà sul potere unificante della musica.
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