La Rai è stata l’unica a presentare la domanda al bando del comune di Sanremo per l’organizzazione del festival. Dopo la decisione del Tar, le emittenti tv sono state obbligate a partecipare al bando pubblico per poter organizzare il festival.
Nonostante la Rai sia stata l’unica che si sia offerta, a causa anche della clausole fortemente limitanti per le altre reti, pare che ci sia insofferenza. Ciò riguarda alcuni punti nell’accordo che sono stati cambiati, in particolare sugli introiti economici, se prima il comune aveva determinate entrate, da accordo, da quest’anno aumenteranno. Sarebbe proprio ciò a far indispettire l’emittente televisiva che avrebbe dato un ultimatum al comune.
Sanremo e Rai: cosa sta accadendo
Secondo quanto riferito dal Sole 24Ore, ieri si è tenuta una riunione tra i vertici della Rai per affrontare il nodo Sanremo e pare che sia stato deciso che se entro il 1° agosto non si troverà un accordo, verrà detto addio al festival e quindi si dovrà organizzare altrove la kermesse.
Pare anche che una telefonata informale avrebbe già messo in allerta il Comune e in ballo ci sono già altre location su cui si sta riflettendo, come Rimini, Riccione, Salerno…
Dopo mesi di titubanza, adesso si sono invertite le parti ed è la Rai a fare pressione sul comune per sapere quali sono le richieste. Ma pare che l’emittente televisiva non voglia negoziare, come anche le case discografiche: entrambe le parti sanno bene cosa vogliono. E se non verrà trovato un accordo la Rai non teme nel cambiare location, certa del fatto che il risultato non cambierà, seppur la kermesse dovrebbe cambiare nome e diventare “Festival della canzone italiana”.
E il comune di Sanremo? Avrebbe una perdita non indifferente. La città della riviera ligure si accende prettamente nel periodo che va da gennaio a febbraio, con un affollamento che riempie tutti gli hotel e tutti i bar e ristoranti. Perdere un evento di tale portata significherebbe mettere a repentaglio il turismo della città.
Dunque, il comune cercherà di andare incontro alle esigenze della Rai o proseguirà per la sua strada col rischio di perdere il festival?
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