Come voluto dal Tar,il comune di Sanremo ha presentato un bando pubblico per la realizzazione del prossimo festival e a partecipare è stata solo la Rai.Ciò ha, in teoria, allontanato qualsiasi paura sul fatto che non si sarebbe svolta in un’altra rete ed invece, subito dopo, sono sorti i primi problemi.
Durante la fase di negoziazione,il comune ha fatto le sue richieste, come già comparivano sul bando, mentre la Rai non sembra volerle accettare ed, anzi, sostiene che, dopo tutti gli introiti di questi anni, l’amministrazione comunale dovrebbe andare incontro alla reteche, da anni, fa delle richieste particolare a causa delle esigenze che sono cambiate.
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Rai e Sanremo: la negoziazione è difficile
Nell’ultimo periodoil festival di Sanremo è diventato un evento enorme e la città spesso non si mostra attrezzata, sia nelle strutture sia negli spostamenti.Ma ciò riguarda anche i cantanti: ad esempioi camerini dell’Ariston non sono abbastanza grandi da ospitare tutti gli artisti con la loro équipe,tanto da essere costretti a fare a turni. E ciò riguarda anche tutti quei giornalisti che lavorano a Sanremo in quel periodo:le sale stampa devono per forza essere più di una. Una serie di esigenze che la Rai ha da quando il festival è cresciuto, ma che sembra che il comune non è in grado di accontentare, nonostante ciò, chiede un aumento degli introiti, rispetto a quanto stabilito fino al 2025.
Adesso che si è in fase di negoziazione, ilsindaco Magger sostiene che la Rai non possa incominciare a contestare le richieste che erano già presenti sul bandoe che quindi si sta andando troppo per le lunghe. Dall’altra parte la Rai, che si esprime attraverso l’ad Giampaolo Rossi, sostiene chead oggi non ci sono le condizioni per trovare una soluzioneche,entro il 1° agosto deve essere comunicata perché la macchina organizzativa deve partire.
Ma se da una parte l’emittente nazionale non è preoccupata perchéha già un piano B, ritenendo di poter organizzare il festival della canzone italiana in un’altra città, la stessa cosa non vale per il comune diSanremo. Infatti, se la kermesse non venisse organizzata in Liguria, si ammonterebbe una perdita per l’amministrazione comunale milionaria, che riguarderebbe in primis albergatori e ristoratori. Anche se, come sottolineato daLa Presse,gli inserzionisti pubblicitari potrebbero essere d’accordo col comune e credere nel progetto di portare avanti Sanremo su un’altra rete e così a perdere sarebbe anche la Rai.
Insomma, la situazione è spinosa e nessuna delle due parti sembra voler cedere: ma nei prossimi giorni qualcuno dovrà farlo, altrimentigli italiani dovranno dire addio per sempre al tradizionale Festival di Sanremo.
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