La morte di Peppe Vessicchio ha molto colpito l’opinione pubblica. L’indimenticabile direttore d’orchestra, che per anni è stato simbolo del festival di Sanremo, ci ha lasciati mentre in tv si iniziava a respirare l’aria sanremese.
La morte di Vessicchio segna la fine di un pezzo importante di storia, quella di un Festival che dura ormai da 75 anni. Quest’anno, inoltre, si è celebrata un’altra importante scomparsa, un simbolo del festival di Sanremo: Pippo Baudo, l’anchorman che ha il record di conduzioni della kermesse.
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Baudo e Vessicchio hanno rappresentato per anni il volto del festival: il primo un modello di conduttore a cui tutti ambivano e il secondo il direttore d’orchestra più conosciuto e amato di Sanremo.
La scomparsa di queste due icone segna un definitivo passaggio generazionale, anche se a livello di conduzione e di direzione d’orchestra la sostituzione era già avvenuta. Ma resta la memoria condivisa di due perdite a livello umano e professionale di un Festival di Sanremo che non tornerà più.
Sanremo, il cambio generazionale e la longevità del festival
Il festival di Sanremo con gli anni ha subito diverse trasformazioni e Amadeus è riuscito a riportarlo ai fasti gloriosi di un tempo. Inoltre, ha spinto la Generazione Z ad affacciarsi ad un festival che poteva sembrare vecchio, ma che ora si è completamente rinnovato. E’ stato dato accesso a cantanti sconosciuti dalle vecchie generazioni e la conduzione è diventata più fluida, dando anche meno spazio alla gara e di più allo show televisivo.
Ora tocca a Carlo Conti portare avanti questa piccola rivoluzione iniziata dal collega, anche se in realtà ha sempre avuto in mente un solo modello: Pippo Baudo, il conduttore che non ha mai avuto paura della polemica ed è stato il precursore di un festival che oggi vanta più di 13 milioni di telespettatori. Grandi numeri, a cui la televisione odierna non è più abituata.
Pippo Baudo e Peppe Vessicchio, due figure storiche del festival di Sanremo
Ma la forza di due personaggi come Pippo Baudo o Peppe Vessicchio sta nel come Sanremo sia riuscito a celebrarli e amarli, anche da parte delle nuove generazioni. Pippo Baudo ha condotto il suo primo festival nel 1968 e vanta ben 13 conduzioni, l’ultima nel 2008. Peppe Vessicchio, molto più giovane, ha debuttato nella città ligure nel 1990 e sono state ben 9 le edizioni in cui le due figure hanno lavorato insieme all’Ariston.
Potremmo dire che Sanremo si è identificata con queste due figure per circa 40 anni, due icone che hanno segnato la storia del festival. Anche il Fantasanremo, che si rivolge ai giovani, usa i loro nomi per giochi divertenti.
In realtà, il festival si era allontanato da queste due figure già da un po’: da anni Baudo non saliva più sul palco sanremese e la stessa cosa vale per Vessicchio, chiamato sempre meno a dirigere la storica orchestra. Un distacco con il passato che avveniva con gradualità, ma la loro morte ha ora segnato una vera e propria rottura con il passato.
Adesso quei festival verranno ricordati col sorriso ed anche con un po’ di nostalgia. E come scrive qualcuno sul web: “Baudo stava pensando di organizzare un festival di Sanremo in Paradiso e allora ha chiamato con sé Peppe Vessicchio a dirigere l’orchestra”.
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