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Premio Fabrizio De André, Gualtieri alla conferenza stampa: “Raccogliamo l’eredità libera e curiosa di De André”

La conferenza stampa del Premio Fabrizio De André si è svolta oggi 9 settembre a Roma, il sindaco Gualtieri, Dori Ghezzi e le istituzioni hanno presentato la 25esima edizione del premio, che si concluderà con due serate dedicate il 18 e 19 settembre a Villa Bonelli

5 Min di lettura

Si è svolta oggi 9 settembre presso il Palazzo Senatorio del Campidoglio la conferenza stampa per la 25esima edizione del premio Fabrizio De André. Il premio vedrà le sue serate di chiusura il 18 e 19 settembre a Villa Bonelli, dove verranno consegnati la Targa Faber, la Targa Quelli che cantano Fabrizio.

Nelle due serate verranno anche consegnati i premi per la sezione pittura e per la sezione poesia, già assegnati precedentemente. Numerosi gli ospiti presenti, e grande attesa per scoprire il vincitore del premio, che verrà scelto fra i 10 finalisti che si esibiranno nelle due serate.

La conferenza stampa sul Premio De André

Alla conferenza stampa presenti oltre al produttore esecutivo Massimo Bonelli e l’assessore alla cultura di Roma Massimiliano Smeriglio, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente del Municipio Roma XI Gianluca Lanzi, il vincitore della targa Quelli che cantano Fabrizio, Setak, e Dori Ghezzi, presidente della fondazione Fabrizio De André e sua compagna storica,in collegamento da Milano.

Il sindaco Gualtieri ci ha tenuto a ribadire l’importanza di questo premio che raccoglie l’eredità più profonda di Fabrizio De André, un’eredità segnata da “uno sguardo curioso, libero, che vuole raccontare gli ultimi e gli esclusi con grande empatia per le storie marginali”. È stata posta grande attenzione sulla dimensione che questo premio ha raggiunto, raccogliendo per questa edizione oltre mille candidature fra tutte le sezioni.

Grande attenzione anche per il cambio di location: il premio, infatti, era stato riportato due anni fa finalmente nella piazza intitolata a Fabrizio De André nel quartiere Magliano di Roma. Quest’anno però, la piazza è oggetto di un importante lavoro di riqualificazione e le serate finali dell’evento si svolgeranno a Villa Bonelli, una scelta simbolica, per la volontà di mantenere questa importante iniziativa nel Municipio XI di Roma.

Il premio Fabrizio De André

Il premio è ormai giunto alla sua 25esima edizione e Dori Ghezzi esprime profonda gratitudine e gioia per questo traguardo. Quest’anno la targa Faber verrà consegnata a Paolo Rossi, presente il 18 settembre e a Renato Zero presente invece il 19. Inoltre la targa Quelli che cantano Fabrizio sarà assegnata a Setak e alla Medit Orchestra.

Ospiti delle due serate saranno anche Mauro Ermanno Giovanardi, Andrea Rivera e Claudio Covato, vincitore della sezione musica dello scorso anno. La conduzione per quest’anno è affidata a Paolo Talanca, e ovviamente non potrà mancare la presenza di Dori Ghezzi. Verranno consegnati inoltre i premi per la sezione pittura vinto da Roberto Cafarotti con l’opera Human Egg e per la sezione Poesia, assegnato a Roberta De Falco con l’opera Trenta Gradi.

Nelle due serate si esibiranno anche i 10 finalisti della sezione musica, 5 il 18 settembre e i restanti 5 il 19, quando verrà anche annunciato il vincitore. I giovani, scelti tra più di 1000 partecipanti sotto l’attenta supervisione della direttrice artistica Luisa Melis, si contenderanno il premio finale. La grande partecipazione dimostra ancora una volta l’importanza non solo istituzionale ma anche sociale del premio stesso.

Le parole di Setak e di Dori Ghezzi

Setak, cantante emergente e vincitore della targa Quelli che cantano Fabrizio, ci ha tenuto a ringraziare per questo grande riconoscimento conferitogli. Ha voluto sottolineare come Fabrizio De André sia uno dei mostri sacri della musica italiana, un intoccabile, per cui spesso a parlane si finisce nel banale. La sua reinterpretazione dei brani di De André gli ha conferito, nonostante i dubbi iniziali che lui stesso nutriva, questo grande riconoscimento.

Dori Ghezzi dopo aver ringraziato ed espresso tutta la sua felicità nel vedere ancora tanta partecipazione a questa iniziativa, ha presentato il programma delle due serate. Alla domanda sul perché questa iniziativa dopo 25 anni non sia ancora stata portata in televisione, ha risposto perentoria che la televisione non è la sua dimensione affermando “non abbiamo mai rincorso la televisione, se ci verrà proposto in futuro potremmo valutarlo come un’opportunità di crescita”. Per ora dunque, la dimensione televisiva non interessa, il premio De André resta nella sua dimensione originale di collettività e socialità condivisa.

© Riproduzione riservata

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